Lo Statuto - in via di definizione

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Lo Statuto - in via di definizione

Messaggio Da spe salvi il Ven 05 Set 2008, 18:02

in blu e sottolineato le parti aggiunte e in rosso le parti eliminate

C I RCOLO PARROCCHIALE - PIEVE LIGURE

IL CIRCOLO E’ COSTITUITO PER PROMUOVERE L’AFFERMAZIONE DEI PRINCIPI
CRISTIANI NELLA VITA PARROCCHIALE

ORIGINI
L’associazione “ Circolo Parrocchiale “ esiste, in base ai primi verbali dal 1913, quando si chiamava “Associazione San Luigi” che, successivamente prese possesso dei nuovi locali.
Sia i locali che l’Associazione vennero in seguito intitolati a Michele Massone, medaglia d’argento per l guerra d’Africa, caduto al Passo Mecan nel 1936 e socio del Circolo Parrocchiale di Pieve Ligure.

STATUTO
Visto il verbale dell’Assemblea che si è svolta il 29 Settembre 2007, si redige il seguente Statuto dell’Associazione “Circolo Parrocchiale M.Massone” ( di seguito denominato “Associazione”)
Questo Statuto è stato elaborato e redatto a seguito delle decisioni dell’Assemblea e fa riferimento imprescindibile ai valori indicati nel precedente Statuto del Dicembre 1975 ( che viene riportato in calce) adeguandolo e completandolo.


Art. 1 FINALITA’ ISTITUZIONALI DEL CIRCOLO
( in seguito definita Associazione)

1. Curare la formazione religiosa e morale cristiana degli aderenti e di chi, anche se non iscritto, intende partecipare per approfondire il cristianesimo.
2. Promuovere attività formative , sociali, culturali, assistenziali e ricreative :
3. Provvedere alla gestione dei locali che insistono nelle proprietà parrocchiali definite Circolo e Campetto, curandone e migliorandone l’efficienza (e prevenendone il degrado)

L'Associazione potrà svolgere tutte le attività ritenute necessarie per il raggiungimento delle proprie finalità istituzionali, tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, l'organizzazione di eventi culturali, ricreativi, di sagre, feste, manifestazioni, tornei, giochi, ivi compresa l'attività di somministrazione di alimenti e/o bevande a (vantaggio esclusivo dei soli ) i soci e quant'altro nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge.
Potrà altresì svolgere attività remunerative non a scopo di lucro ma per il solo uso di opere di carità o di autofinanziamento nel rispetto delle vigenti normative fiscali e amministrative.
Potrà, per esempio, accettare contributi e donazioni o regalie in cambio della messa a disposizione dei locali di proprietà della Parrocchia che ha in obbligo di gestire.
Inoltre potrà reperire spazi ed impianti, anche tramite convenzioni con enti pubblici o privati, per lo svolgimento dell'attività istituzionale ( campi estivi, bivacchi ecc.) e intrattenere rapporti con Istituti di Credito,
Tutte queste attività dovranno essere svolte in accordo con gli insegnamenti e l’orientamento della Chiesa.


Art. 2 SOCI

1. Possono essere soci dell'associazione tutti coloro che ne condividono le finalità ed i principi ispiratori e ne accettino lo STATUTO

2. L'ammissione all'associazione è deliberata dal Consiglio Direttivo su richiesta dell'aspirante socio. Non è ammessa la costituzione del vincolo associativo a tempo determinato.

3. Tutti i soci hanno diritto di partecipare alla vita associativa. I soci maggiorenni esercitano personalmente il diritto di voto nelle assemblee, i soci minorenni votano attraverso coloro che ne esercitano la potestà genitoriale o la tutela.

4. Gli associati hanno l'obbligo di osservare lo STATUTO, di rispettare le decisioni degli Organi direttivi dell'associazione e di corrispondere le quote associative.

5. La qualità di socio si perde per dimissioni, espulsione, morosità. Il socio può essere espulso quando ponga in essere comportamenti che provocano danni morali , materiali o all'immagine dell' Associa-zione. La morosità e l'espulsione sono deliberate dal Consiglio Direttivo dopo aver ascoltato il socio interessato. La perdita, per qualsiasi caso, della qualità di socio non dà diritto alla restituzione di quanto versato all'associazione.


Art. 3 Gli Organi dell'associazione sono:
L'Assemblea dei soci, il Consiglio Direttivo e il Presidente.



L’ASSEMBLEA DEI SOCI

1. L'Assemblea dei soci è l'organo sovrano dell'associazione ed è convocata dal Presidente almeno una volta l'anno per l'approvazione del bilancio consuntivo e preventivo e, comunque, ogni volta che il Consiglio Direttivo lo ritenga opportuno, ovvero quando venga fatta richiesta da almeno 1/3 dei soci purché in regola con i versamenti delle quote associative.

2. La convocazione dell'Assemblea deve essere effettuata almeno 7 giorni prima della data della riunione mediante invio di lettera raccomandata ovvero di fax o messaggio di posta elettronica e affissione dell'avviso in maniera ben visibile nei locali in cui vengono svolte le attività associative. L'avviso di convocazione deve contenere il giorno, l'ora ed il luogo della prima e della seconda convocazione, nonché l'ordine del giorno. ..

3. Possono intervenire all'Assemblea, con diritto di voto, tutti i soci purché in regola con il paga-mento delle quote associative. Non sono ammesse deleghe. A ciascun socio spetta un solo voto.

4. L'Assemblea ordinaria in prima convocazione è validamente costituita con la presenza della metà più uno dei soci, in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci presenti.
Le delibere sono adottate a maggioranza dei presenti. Tra la prima e la seconda convocazione deve intercorrere almeno un' ora.

5. L'Assemblea ordinaria dei soci approva annualmente il bilancio consuntivo e preventivo, elegge il Presidente e il Consiglio Direttivo con elezioni che si tengono ogni 3 anni, fissandone il numero dei componenti che non potranno essere meno di 4 e più di 7, elegge i sostituti dei membri del consiglio direttivo eventualmente dimissionari, delibera su ogni argomento sottoposto al suo esame dal Consiglio Direttivo.

6. L'Assemblea straordinaria che delibera sulle modifiche statutarie è validamente costituita in prima convocazione con la presenza del 50% dei soci e delibera con la maggioranza del 50% più uno dei presenti. In seconda convocazione è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci presenti e delibera a maggioranza di essi. Per lo scioglimento dell'associazione e la nomina dei liquidatori l'Assemblea Straordinaria delibera in prima e seconda convocazione con la presenza del 50% dei soci e con la maggioranza del 50% più uno dei presenti. Tra la prima e la seconda convocazione deve intercorrere almeno un'ora.

7. Per favorire la partecipazione del massimo numero di soci alle delibere assembleari, sia ordinarie che straordinarie, è previsto che queste possono essere assunte anche in forma non collegiale mediante consultazione scritta e consenso espresso per iscritto e personalmente da ogni avente diritto al voto. In tale caso nella convocazione dovrà essere chiarito specificamente che la delibera si terrà in forma non collegiale e ad ogni avente diritto al voto dovrà essere
consegnato l'elenco delle deliberazioni che si intende assumere con possibilità di fornire o negare il consenso alle medesime. I quorum costitutivi e deliberativi per l'assunzione delle delibere ordinarie e straordinarie in forma non collegiale sono i medesimi previsti rispettivamente per le assemblee collegiali ordinarie e straordinarie.




IL CONSIGLIO DIRETTIVO E IL PRESIDENTE

1. Il Consiglio Direttivo è l'Organo esecutivo e gestionale dell'associazione ed è eletto, insieme al Presidente, dall'Assemblea ogni 3 anni. Esso è composto da un minimo di 4 membri a un massimo di 7 membri, ivi compreso il Presidente che ne è membro di diritto. Può partecipare di diritto ai lavori del direttivo il Parroco o persona da lui delegata. All'interno del Consiglio Direttivo saranno nominati uno o più vice Presidenti, un Segretario e un Tesoriere. Al Presidente che ha la rappresentanza legale potranno essere delegati parte dei poteri spettanti al Consiglio Direttivo.

2. Il Consiglio Direttivo è dotato dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell'associazione. Al Consiglio Direttivo competono in particolare:

- Le decisioni inerenti le spese ordinarie e straordinarie, di esercizio e in c/capitale, per la gestione dell' associazione e dei locali;

- Le decisioni relative alle attività da intraprendere per il migliore conseguimento delle finalità istituzionali dell'associazione;

- Le decisioni inerenti la direzione dell’eventuale personale dipendente e il coordinamento dei collaboratori e dei professionisti di cui si avvale l'associazione;

- La redazione annuale e la presentazione in Assemblea, entro il mese di Aprile di ogni anno, del rendiconto economico e finanziario dell'attività svolta nel corso dell'esercizio precedente unitamente al bilancio preventivo dell'anno successivo;

- La presentazione di un piano programmatico relativo alle attività da svolgere nel nuovo anno sociale;

- La fissazione delle quote sociali;

- La facoltà di nominare, tra i soci esterni al consiglio, dei delegati allo svolgimento di particolari funzioni stabilite di volta in volta dal Consiglio Direttivo stesso;

- La redazione e approvazione dei Regolamenti e le proposte di modifica dello STATUTO da sottoporsi alla successiva approvazione dell' Assemblea;

- La delibera sull'ammissione di nuovi soci;

-Ogni funzione che lo STATUTO o le leggi non attribuiscano ad altri organi.

3. Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno mensilmente ovvero ogni qualvolta il Presidente o la maggioranza dei membri lo riterrà necessario.

4. Il Presidente ha la firma e la rappresentanza legale e giudiziale dell' associazione. È eletto dall' assemblea dei soci, insieme ai membri del consiglio direttivo, ogni 3 anni. Egli presiede l'Assemblea e il Consiglio Direttivo e ne provvede alla convocazione, vigila sull' esecuzione delle delibere dell' Assemblea e del Consiglio Direttivo e nei casi di urgenza può esercitare i poteri del Consiglio Direttivo salvo ratifica da parte di quest'ultimo alla prima riunione utile.

5. Il Vice Presidente coadiuva o sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento.

6. Il Segretario redige i verbali delle riunioni degli organi sociali e ne cura la tenuta dei relativi libri e registri. Ad egli spetta, altresì provvedere alle trattative necessarie per l'acquisto dei mezzi e dei servizi deliberati dal Consiglio Direttivo e predisporre e conservare i relativi contratti e ordinativi. Provvede, inoltre, a liquidare le spese verificandone la regolarità e autorizzandone il tesoriere al materiale pagamento.

7. Il Tesoriere presiede alla gestione amministrativa e contabile del associazione sportiva dilettantistica redigendone le scritture contabili, provvedendo al corretto svolgimento degli adempimenti fiscali e contributivi e predisponendone, in concerto con gli altri membri del Consiglio Direttivo, il rendiconto annuale in termini economici e finanziari e il bilancio preventivo dell' esercizio successivo. Egli provvede altresì alle operazioni formali di incasso e di pagamento delle spese deliberate dal Consiglio Direttivo. Al Tesoriere spetta anche la funzione del periodico controllo delle risultanze dei conti finanziari di cassa, banca, crediti e debiti e l'esercizio delle operazioni di recupero dei crediti esigibili.

8. Le funzioni di segretario e tesoriere possono essere conferite anche alla stessa persona.
Qualora esse siano attribuite a persone diverse, il Regolamento Amministrativo può prevedere che in caso di impedimento del Tesoriere a svolgere le proprie funzioni, ovvero nell'ipotesi di dimissioni o di revoca del medesimo, le funzioni di questo siano assunte, per il tempo necessario a rimuovere le cause di impedimento, ovvero a procedere a nuova nomina, dal Segretario o dal Vicepresidente. Il Segretario, temporaneamente impedito, ovvero dimissionario o revocato, è sostituito con le stesse modalità dal Tesoriere o dal Vicepresidente.

9. Il Consiglio Direttivo decade per dimissioni contemporanee della metà più uno dei suoi componenti. In questo caso il Presidente o, in caso di suo impedimento, il Vicepresidente o in subordine il Consigliere più anziano, dovrà convocare l'Assemblea straordinaria entro quindici giorni e da tenersi entro i successivi trenta curando l'ordinaria amministrazione.

Art. 4 Il patrimonio e l'esercizio finanziario

1. Eventuali avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale non potranno essere distribuiti né in forma diretta né indiretta tra i soci ma dovranno essere utilizzati per il raggiungimento dei fini istituzionali.

2. L'anno associativo va dal 1 Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno e coincide con l'anno solare.
Il Consiglio Direttivo dovrà predisporre il bilancio consuntivo o un rendiconto da sottoporre, unitamente al preventivo, all'approvazione dell'assemblea entro quattro mesi dalla chiusura dell' anno associativo.

Art. 5 Lo scioglimento

Lo scioglimento dell'associazione è deliberato dall'assemblea straordinaria dei soci su proposta del Consiglio Direttivo, la quale nominerà anche i liquidatori. L'eventuale patrimonio residuo sarà devoluto ai fini sportivi ai sensi dell'art.90 L 289/2002 e successive integrazioni e modificazioni

Norme finali

Per quanto non espressamente previsto dal presente STATUTO si rimanda alle vigenti norme in materia di associazionismo di enti non commerciali e di associazioni senza finalità di lucro.

_________________
Fedele al Papa

Sant’Agostino: “Ti riesca sempre sgradito ciò che sei, se vuoi giungere a ciò che non sei ancora. Infatti là dove ti senti bene, ti fermi; e dici addirittura: basta così, e così sprofondi. Aggiungi continuamente, cammina sempre, procedi in avanti di continuo: non fermarti lungo il cammino, non voltarti, non deviare. Resta indietro chi non avanza(...)Devia dal cammino chi devia dalla fede. Meglio uno storpio sul cammino, che un corridore fuori strada.”
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Re: Lo Statuto - in via di definizione

Messaggio Da spe salvi il Ven 05 Set 2008, 18:05

Quindi, come riportato dal primo Statuto del 1975 al quale questo è ispirato
NE SEGUE:

• Che il Circolo NON intende mettere a disposizioni i "locali per il solo divertimento;

• Che esso è aperto a tutti ( oppure : a tutti i SOCI) a condizione che chi frequenta i suoi locali intenda affrontare con rispetto e serietà il problema religioso, partecipando ad iniziative di formazione;

• Che i locali del Circolo, pur essendo a disposizione di tutti, hanno finalità loro proprie e non sono messi a disposizione di qualsivoglia organizzazione ideologica o partitica;

• Che chiunque frequenti il Circolo deve nantenere un contegno educato nel parlare e nell'agire, e rispettare le attrezzature che in esso si trovano.

PER CHI NON RISPETTA LO STATUTO DEL CIRCOLO E NON MANTIENE UN CONTEGNO CORRETTO NEI SUOI CONFRONTI, VERRANNO APPLICATE SEVERE SANZIONI DAL CONSIGLIO DI DIREZIONE DEI SOCI.

APPROVATO DALL'ASSEMBLEA DEI SOCI – data…………………………………

LA DIREZIONE

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Re: Lo Statuto - in via di definizione

Messaggio Da spe salvi il Ven 05 Set 2008, 18:06

IL CIRCOLO E’ COSTITUITO PER PROMUOVERE L’AFFERMAZIONE DEI PRINCIPI
CRISTIANI NELLA VITA PARROCCHIALE

SUO SCOPO E' QUINDI:

• Curare la formazione religiosa e morale degli aderenti e di chi, anche se non iscritto, intende partecipare per approfondire il cristianesimo;

• Promuovere attività formative , sociali, culturali, assistenziali e ricreative.

ORGANI DEL CIRCOLO:

 ASSEMBLEA DEI SOCI
 CONSIGLIO DI PRESIDENZA

L'ASSEMBLEA DEI SOCI E DEI SIMPATIZZANTI è convocata settimanalmente allo scopo di rendere i soci partecipi, e quindi anche promotori e consultori, del circolo;

IL CONSIGLIO DI PRESIDENZA, democraticamente eletto, si riunisce settimanalmente e le decisioni ivi prese vengono puntualmente verbalizzate. I Soci possono essere chiamati a partecipare alla riunione dell'Assemblea del Consiglio di Presidenza, con voto consultivo.

NE SEGUE:

• Che il Circolo NON intende mettere a disposizioni i "locali per il solo divertimento;

• Che esso è aperto a tutti a condizione che chi frequenta i suoi locali intenda affrontare con rispetto e serietà il problema religioso, partecipando ad iniziative di formazione;

• Che i locali del Circolo, pur essendo a disposizione di tutti, hanno finalità loro proprie e non sono messi a disposizione di qualsivoglia organizzazione ideologica o partitica;

• Che chiunque frequenti il Circolo mantenga un contegno educato nel parlare e nell'agire, e rispetti le attrezzature che in esso si trovano.

PER CHI NON RISPETTA LO STATUTO DEL CIRCOLO E NON MANTIENE UN CONTEGNO CORRETTO NEI SUOI CONFRONTI, VERRANNO APPLICATE SEVERE SANZIONI DAL CONSIGLIO DI DIREZIONE DEI SOCI.

APPROVATO DALL'ASSEMBLEA DEI SOCI - DICEMBRE 1975

LA DIREZIONE

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Sant’Agostino: “Ti riesca sempre sgradito ciò che sei, se vuoi giungere a ciò che non sei ancora. Infatti là dove ti senti bene, ti fermi; e dici addirittura: basta così, e così sprofondi. Aggiungi continuamente, cammina sempre, procedi in avanti di continuo: non fermarti lungo il cammino, non voltarti, non deviare. Resta indietro chi non avanza(...)Devia dal cammino chi devia dalla fede. Meglio uno storpio sul cammino, che un corridore fuori strada.”
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Mie considerazioni

Messaggio Da spe salvi il Ven 05 Set 2008, 18:13

Carissimi, ho impiegato un po’ di tempo per pensare e valutare lo statuto. Propongo alcune valutazioni maturate.

Innanzitutto inserirei una premessa che dia il carattere dello statuto, attingendo ai documenti del magistero e in particolare dalla “Christifideles laici”. Vi appiccico i brani che propongo.

____________________________

«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna» (Mt 20, 1-2).
La parabola evangelica spalanca davanti al nostro sguardo l'immensa vigna del Signore e la moltitudine di persone, uomini e donne, che da Lui sono chiamate e mandate perché in essa abbiano a lavorare. La vigna è il mondo intero (cf. Mt 13, 38), che dev'essere trasformato secondo il disegno di Dio in vista dell'avvento definitivo del Regno di Dio.

« Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: "andate anche voi nella mia vigna" » (Mt 20, 3-4).
L'appello del Signore Gesù «Andate anche voi nella mia vigna » non cessa di risuonare da quel lontano giorno nel corso della storia: è rivolto a ogni uomo che viene in questo mondo.
Andate anche voi. La chiamata non riguarda soltanto i Pastori, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, ma si estende a tutti: anche i fedeli laici sono personalmente chiamati dal Signore, dal quale ricevono una missione per la Chiesa e per il mondo. Lo ricorda S. Gregorio Magno che, predicando al popolo, così commenta la parabola degli operai della vigna: « Guardate al vostro modo di vivere, fratelli carissimi, e verificate se siete già operai del Signore. Ciascuno valuti quello che fa e consideri se lavora nella vigna del Signore ».

Come criteri fondamentali per il discernimento di ogni e qualsiasi aggregazione dei fedeli laici nella Chiesa si possono considerare, in modo unitario, i seguenti:
-Il primato dato alla vocazione di ogni cristiano alla santità, manifestata «nei frutti della grazia che lo Spirito produce nei fedeli» come crescita verso la pienezza della vita cristiana e la perfezione della carità(110). In tal senso ogni e qualsiasi aggregazione di fedeli laici è chiamata ad essere sempre più strumento di santità nella Chiesa, favorendo e incoraggiando «una più intima unità tra la vita pratica dei membri e la loro fede».
-La responsabilità di confessare la fede cattolica, accogliendo e proclamando la verità su Cristo, sulla Chiesa e sull'uomo in obbedienza al Magistero della Chiesa, che autenticamente la interpreta. Per questo ogni aggregazione di fedeli laici dev'essere luogo di annuncio e di proposta della fede e di educazione ad essa nel suo integrale contenuto.
-La testimonianza di una comunione salda e convinta, in relazione filiale con il Papa, perpetuo e visibile centro dell'unità della Chiesa universale, e con il Vescovo «principio visibile e fondamento dell'unità» della Chiesa particolare, e nella «stima vicendevole fra tutte le forme di apostolato nella Chiesa».
La comunione con il Papa e con il Vescovo è chiamata ad esprimersi nella leale disponibilità ad accogliere i loro insegnamenti dottrinali e orientamenti pastorali. La comunione ecclesiale esige, inoltre, il riconoscimento della legittima pluralità delle forme aggregative dei fedeli laici nella Chiesa e, nello stesso tempo, la disponibilità alla loro reciproca collaborazione.
- La conformità e la partecipazione al fine apostolico della Chiesa, ossia «l'evangelizzazione e la santificazione degli uomini e la formazione cristiana della loro coscienza, in modo che riescano a permeare di spirito evangelico le varie comunità e i vari ambienti».
In questa prospettiva, da tutte le forme aggregative di fedeli laici, e da ciascuna di esse, è richiesto uno slancio missionario che le renda sempre più soggetti di una nuova evangelizzazione.
- L'impegno di una presenza nella società umana che, alla luce della dottrina sociale della Chiesa, si ponga a servizio della dignità integrale dell'uomo.
In tal senso le aggregazioni dei fedeli laici devono diventare correnti vive di partecipazione e di solidarietà per costruire condizioni più giuste e fraterne all'interno della società.
I criteri fondamentali ora esposti trovano la loro verifica nei frutti concreti che accompagnano la vita e le opere delle diverse forme associative quali: il gusto rinnovato per la preghiera, la contemplazione, la vita liturgica e sacramentale; l'animazione per il fiorire di vocazioni al matrimonio cristiano, al sacerdozio ministeriale, alla vita consacrata; la disponibilità a partecipare ai programmi e alle attività della Chiesa a livello sia locale sia nazionale o internazionale; l'impegno catechetico e la capacità pedagogica nel formare i cristiani; l'impulso a una presenza cristiana nei diversi ambienti della vita sociale e la creazione e animazione di opere caritative, culturali e spirituali; lo spirito di distacco e di povertà evangelica per una più generosa carità verso tutti; la conversione alla vita cristiana o il ritorno alla comunione di battezzati «lontani».


__________________________________________________


Sono interessanti anche alcuni articoli del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, che inserisco di seguito.

_______________________________________

150. Qual è la missione della Chiesa?

767-769

La missione della Chiesa è di annunziare e instaurare in mezzo a tutte le genti il Regno di Dio inaugurato da Gesù Cristo. Essa qui sulla terra costituisce il germe e l'inizio di questo Regno salvifico.

188. Qual è la vocazione dei fedeli laici?

897-900; 940

I fedeli laici hanno come vocazione propria quella di cercare il Regno di Dio, illuminando e ordinando le realtà temporali secondo Dio. Attuano così la chiamata alla santità e all'apostolato, rivolta a tutti i battezzati.



189. Come partecipano i fedeli laici all'ufficio sacerdotale di Cristo?

901-903

Essi vi partecipano nell'offrire - quale sacrificio spirituale «gradito a Dio per mezzo di Gesù Cristo» (1 Pt 2,5), soprattutto nell'Eucaristia -la propria vita con tutte le opere, le preghiere e le iniziative apostoliche, la vita familiare e il lavoro giornaliero, le molestie della vita sopportate con pazienza e il sollievo corporale e spirituale. Così, anche i laici, dedicati a Cristo e consacrati dallo Spirito Santo, offrono a Dio il mondo stesso.



190. Come partecipano al suo ufficio profetico?

904-907; 942

Vi partecipano accogliendo sempre più nella fede la Parola di Cristo e annunciandola al mondo con la testimonianza della vita e con la parola, l'azione evangelizzatrice e la catechesi. Quest'azione evangelizzatrice acquista una particolare efficacia dal fatto che viene compiuta nelle comuni condizioni del secolo.



191. Come partecipano al suo ufficio regale?

908-913; 943

I laici partecipano alla funzione regale di Cristo, avendo da lui ricevuto il potere di vincere in se stessi e nel mondo il peccato, con l'abnegazione di sé e la santità della loro vita. Esercitano vari ministeri a servizio della comunità e impregnano di valore morale le attività temporali dell'uomo e le istituzioni della società.

__________________________________________________

Per l’insediamento del Presidente si potrebbe pensare a una professione di fede, come succede quando prendono possesso dell’Ufficio di Parroco.


Non mi è chiaro il rapporto col Parroco e l’elezione/nomina del Presidente.


Avrei obiezioni anche sul fatto di non affittare le sale solo per puro divertimento.

Ora ne penso delle altre!

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Altre considerazioni mie

Messaggio Da spe salvi il Ven 05 Set 2008, 18:41

è una cosa assai difficile riassumere un testo fondamentale. Direi che più che riassumere si può scrivere un pezzo facendo poi riferimento al documento. Propongo quanto segue.

L'Associazione Circolo Parrocchiale "Michele Massone" è composta da fedeli laici che si impegnano a crescere nella fede del Signore Nostro Gesù Cristo, cooperando con la Santa Madre Chiesa, in obbedienza filiale alla Gerarchia Ecclesiastica, annunciando il Regno di Dio, approfondendo la conoscenza della Sacra Bibbia e del Magistero, e indicando la via della santità come la vocazione di ogni cristiano (cfr. Christifideles laici, n. 30).


__________
Un altro appunto sullo Statuto. Annualmente sarebbe bene considerare una sorta di rinnovo di impegno da parte del Consiglio Direttivo. Che ne dite? Io avrei già in mente qualcosina.

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Re: Lo Statuto - in via di definizione

Messaggio Da spe salvi il Mar 09 Set 2008, 10:34

Mi è venuta in mente un'altra cosa. Bisognerebbe forse specificare quale rapporto ci dovrebbe essere con l'Azione Cattolica (rapporto preferenziale, collaborazione?...).

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Re: Lo Statuto - in via di definizione

Messaggio Da medita il Mar 09 Set 2008, 12:16

Mi sembra una premessa più che giusta, riferendosi ad un circolo Parrocchiale!
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Re: Lo Statuto - in via di definizione

Messaggio Da PANCRAZIO il Mar 23 Set 2008, 13:17

io prenderei alcuni punti dallo statuto dell'azione cattolica.
1) figura assistente o simile ( parroco o chi per esso )
2) collaborazione stretta con la parrocchia
3) si potrebbe indicare se possibile la frequenza alla messa domenicale h 11 come momento associativo
4) socio non ha solo diritto di partecipare alla vita associativa , ne ha il dovere , associandosi prende un impegno a partecipare
per ora mi fermo qui. saluti
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Re: Lo Statuto - in via di definizione

Messaggio Da spe salvi il Mar 23 Set 2008, 17:59

mi piacciono questi spunti, Pancrazio

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Re: Lo Statuto - in via di definizione

Messaggio Da medita il Mer 24 Set 2008, 12:53

bene! cheers direi che è più che opportuno! bravo! lol!
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Re: Lo Statuto - in via di definizione

Messaggio Da spe salvi il Lun 29 Set 2008, 17:21

e perché non affiliarci all'ANSPI? http://www.anspi.it/italian/index.php?iExpand1=0


Oratori e i Circoli attraverso l'affiliazione annuale all'ANSPI ottengono:

il riconoscimento di Associazione di promozione sociale e con finalità assistenziali;
i servizi erogati dall' ANSPI, tra cui
copertura assicurativa, mediante convenzione con la compagnia Cattolica Assicurazioni, per i rischi di RCT (Responsabilità Civile verso Terzi) per tutte le attività organizzate all'Oratorio e contro gli infortuni individuali;
titoli autorizzativi: nulla osta per Licenza bar, Licenza Casa per Ferie e diritto ad usufruire di convenzioni ( Siae, Servizi Associativi per i Circoli e convenzioni individuali );
servizio civile volontario: convenzione per richiedere il distacco di ragazze selezionate direttamente in servizio civile presso il proprio Oratorio per un anno;
sportello: assistenza e consulenza per la progettazione, per il found-raising, per la gestione fiscale, legale ed amministrativa, ecc..;
abbonamento annuale al mensile "ANSPI": la rivista dell'ANSPI

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Sant’Agostino: “Ti riesca sempre sgradito ciò che sei, se vuoi giungere a ciò che non sei ancora. Infatti là dove ti senti bene, ti fermi; e dici addirittura: basta così, e così sprofondi. Aggiungi continuamente, cammina sempre, procedi in avanti di continuo: non fermarti lungo il cammino, non voltarti, non deviare. Resta indietro chi non avanza(...)Devia dal cammino chi devia dalla fede. Meglio uno storpio sul cammino, che un corridore fuori strada.”
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Re: Lo Statuto - in via di definizione

Messaggio Da spe salvi il Lun 29 Set 2008, 17:38

Sarebbe bellino poter inserire qui dentro il resoconto dello scorso anno e il programma (se c'è) per il prossimo. Mi rendo conto che la Curia possa sembrare un luogo oscuro, ma nei casi in cui ci siano difficoltà in ambienti ecclesiali (e quello del circolo mi sembra così, cioè ambiente ecclesiale-ancora un po' le è- e in leggera difficoltà) dovrebbe venire naturale chiedere ai superiori (anche per questo si chiama gerarchia e a questo dovrebbe servire, anche).
Stringendo, ho chiesto qualche dritta al caro mons Capurro, che conosce la nostra realtà, e mi ha indicato l'ANSPI e una Parrocchia che ha un'associazione che potrebbe assomigliare alla nostra situazione.

Scusate, ma quando ci si trova in difficoltà bisognerebbe saper chiedere aiuto e guardarsi intorno, con un certo criterio. E' solo un appunto, lungi da me voglia di far polemica inutile. La Chiesa è una famiglia, una grande famiglia, che ci aiuta a crescere INSIEME.

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Re: Lo Statuto - in via di definizione

Messaggio Da fidem custodire il Mer 15 Ott 2008, 10:24

Perché non ci si affilia all'ARCI?

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