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Messaggio Da spe salvi il Sab 11 Ott 2008, 21:44

E' la vita spirituale che vi invito a coltivare, cari amici. Gesù ha detto: "Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla" (Gv 15, 5). Gesù non fa giri di parole, è chiaro e diretto. Tutti lo comprendono e prendono posizione. La vita dell'anima è incontro con Lui, Volto concreto di Dio; è preghiera silenziosa e perseverante, è vita sacramentale, è Vangelo meditato, è accompagnamento spirituale, è appartenenza cordiale alla Chiesa, alle vostre comunità ecclesiali.

Ma come si può amare ciò che non si conosce? La conoscenza spinge all'amore e l'amore stimola la conoscenza. E' così anche con Cristo. Ecco la necessità di approfondire il mistero di Gesù, la verità del suo pensiero che risuona nel Vangelo e nel Magistero della Chiesa. Senza una formazione sostanziosa come sarà possibile dare ragione della fede ai vostri coetanei a volte pieni di domande circa la vita, se stessi, la fede cristiana, la Chiesa? E come sarà possibile suscitare le domande là dove sembra esserci solo aridità e deserto, assuefazione ai miti appariscenti e alle menzogne diffuse, ai luoghi comuni del pensare? E come entrare nel cuore delle questioni decisive, oggi dibattute senza una fede pensata e una ragione allenata a cogliere la verità dei valori per presentarli con sereno rigore a chi non ha la luce della fede? Come essere missionari coraggiosi e gioiosi, ma anche attrezzati culturalmente per annunciare a tutti che Gesù è la ragione suprema della vostra vita, è la vostra giovinezza?

Abbiate cura della formazione spirituale e catechistica, una formazione "sostanziosa", più che mai necessaria per vivere bene la vocazione cristiana nel mondo di oggi. Lo dico agli adulti e ai giovani: coltivate una fede pensata, capace di dialogare in profondità con tutti, con i fratelli non cattolici, con i non cristiani e i non credenti. Portate avanti la vostra generosa condivisione con i poveri e i deboli, secondo l'originaria prassi della Chiesa, attingendo sempre ispirazione e forza dall'Eucaristia, sorgente perenne della carità.


Il Salmo 118 comincia così: “La tua parola, Signore, *è stabile come il cielo. La tua fedeltà dura per ogni generazione; *hai fondato la terra ed essa è salda”.

Si parla della solidità della Parola. Essa è solida, è la vera realtà sulla quale basare la propria vita. Ricordiamoci della parola di Gesù che continua questa parola del Salmo: «Cieli e terra passeranno, la mia parola non passerà mai». Noi siamo sempre alla ricerca della Parola di Dio. Essa non è semplicemente presente in noi. Se ci fermiamo alla lettera, non necessariamente abbiamo compreso realmente la Parola di Dio. C'è il pericolo che noi vediamo solo le parole umane e non vi troviamo dentro il vero attore, lo Spirito Santo. Non troviamo nelle parole la Parola. Questo è un grande pericolo anche nella nostra lettura della Scrittura: ci fermiamo alle parole umane, parole del passato, storia del passato, e non scopriamo il presente nel passato, lo Spirito Santo che parla oggi a noi nelle parole del passato. Così non entriamo nel movimento interiore della Parola, che in parole umane nasconde e apre le parole divine. Quindi l'esegesi, la vera lettura della Sacra Scrittura, non è solamente un fenomeno letterario, non è soltanto la lettura di un testo. È il movimento della mia esistenza. È muoversi verso la Parola di Dio nelle parole umane. Solo conformandoci al mistero di Dio, al Signore che è la Parola, possiamo entrare all'interno della Parola, possiamo trovare veramente in parole umane la Parola di Dio.

Tutte le cose umane, tutte le cose che noi possiamo inventare, creare, sono finite. Anche tutte le esperienze religiose umane sono finite, mostrano un aspetto della realtà, perché il nostro essere è finito e capisce solo sempre una parte, alcuni elementi.

Solo Dio è infinito. E perciò anche la sua Parola è universale e non conosce confine. Entrando quindi nella Parola di Dio, entriamo realmente nell'universo divino. Usciamo dalla limitatezza delle nostre esperienze e entriamo nella realtà che, è veramente universale. Entrando nella comunione con la Parola di Dio, entriamo nella comunione della Chiesa che vive la Parola di Dio. Non entriamo in un piccolo gruppo, nella regola di un piccolo gruppo, ma usciamo dai nostri limiti. Usciamo verso il largo, nella vera larghezza dell'unica verità, la grande verità di Dio. Siamo realmente nell'universale. E così usciamo nella comunione di tutti i fratelli e le sorelle, di tutta l'umanità, perché nel cuore nostro si nasconde il desiderio della Parola di Dio che è una. Perciò anche l'evangelizzazione, l'annuncio del Vangelo, la missione non sono una specie di colonialismo ecclesiale, con cui vogliamo inserire altri nel nostro gruppo. È uscire dai limiti delle singole culture nella universalità che collega tutti, unisce tutti, ci fa tutti fratelli.


(Testi tratti da omelie e discorsi di Papa Benedetto XVI pronunciati a Genova e al Sinodo dei Vescovi)

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Sant’Agostino: “Ti riesca sempre sgradito ciò che sei, se vuoi giungere a ciò che non sei ancora. Infatti là dove ti senti bene, ti fermi; e dici addirittura: basta così, e così sprofondi. Aggiungi continuamente, cammina sempre, procedi in avanti di continuo: non fermarti lungo il cammino, non voltarti, non deviare. Resta indietro chi non avanza(...)Devia dal cammino chi devia dalla fede. Meglio uno storpio sul cammino, che un corridore fuori strada.”
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Re: Meditando sulla formazione

Messaggio Da fidem custodire il Mer 15 Ott 2008, 10:23

Chissenefrega della formazione: roba d'altri tempi.

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Re: Meditando sulla formazione

Messaggio Da spe salvi il Mer 22 Ott 2008, 12:21

Per la catechesi " adulti - famiglie" ci incontreremo Lunedì prox con Donge per scegliere il percorso:
C'è qualche tema in particolare che vorreste fosse affrontato nei 5 incontri della Domenica pomeriggio?
Altri 2 o 3 incontri sono previsti per l'Avvento e la Quaresima.


Walter propone : "il pensiero della Chiesa su alcuni temi di attualità"

Mia proposta similare : i " peccati moderni " quali le valutazioni della Chiesa?
Droga, alcool, prostituzione e affini (consumare prodotti pornografici alimentandone il mercato e gli sfruttamenti conseguenti, turismo sessuale ecc.), sfruttamento del lavoro minorile, corna e tradimenti vari, evasione fiscale, prevaricazione sul misero,nuove schiavitù ,usura, bullismo, non curarsi dei deboli, contribuire all'arricchimento dei ricchi e all'impoverimento dei poveri appoggiando certe scelte economico-politiche, non curarsi dello scempio del pianeta Terra, guadagnare senza sudore ( finanzieri della domenica e paradisi fiscali),correre in macchina o in moto e non rispettare le regole della prudenza, non prestare soccorso, intolleranza, guerra al diverso, vestirsi in modo provocante, avere un’arma capace di uccidere per difesa personale, non occuparsi nè preoccuparsi della moralità, peccati nell’ambito familiare ( prevaricazione del più debole, autoritarismo educativo, lassismo educativo, disobbedienza, mancanza di rispetto, rifiuto del dialogo ecc.), nuove idolatrie : TV e suoi personaggi, sport e suoi campioni, cinema e sue star , abusare del tempo per l'intrattenimento ( 18 ore di TV o 4 partite al giorno), pigrizia, gola, ignavia, egoismo ecc ecc ecc


Grazie per le risposte
Alfredo

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Re: Meditando sulla formazione

Messaggio Da spe salvi il Mer 22 Ott 2008, 12:25

A me pare che prima di parlare di attualità, sia importante riprendere i fondamenti della nostra fede, per poi darne ragione/testimonianza. Mi pare che ci manchi un po' di conoscenza biblica, ecclesiale, liturgica.
Mi sembra che 5 domeniche siano tante per la realtà pievese, escludendo i tre incontri fra Avvento e Quaresima.

Un'altra cosa. Sarebbe bene che gli incontri non terminassero al momento dei saluti, ma avessero un seguito, perché altrimenti non servirebbero a nulla, sarebbero come funghi.

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Re: Meditando sulla formazione

Messaggio Da spe salvi il Mer 22 Ott 2008, 12:59

beh, si può fare un po' e un po'

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Re: Meditando sulla formazione

Messaggio Da spe salvi il Lun 27 Ott 2008, 12:07

Stasera incontro di programmazione da don Germano: sono ben accette preghiere a sostegno di questo impegnativo incontro. Very Happy

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Re: Meditando sulla formazione

Messaggio Da PANCRAZIO il Lun 27 Ott 2008, 13:13

Personalmente mi piacerebbe poter approfondire l'aspetto della gioia nella fede e nella vita del cristiano :
"State sempre lieti...: questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi" (1Ts 5,18).
La gioia è un nostro dovere di uomini e di cristiani.
È la testimonianza più credibile e avvincente. La gioia che emana dal cristiano non può essere un fatto eccezionale, come un abito che si indossa nelle feste solenni: deve essere un fatto quotidiano, feriale, perché Dio, nostra gioia, è con noi e dentro di noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28,20)."
Grazie
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Esito della riunione di lunedì 27 ottobre 2008

Messaggio Da spe salvi il Mar 28 Ott 2008, 11:26

Il gruppo per la "Formazione Adulti" si è riunito questa sera con Don Germano.
Si è deciso di puntare sull' aspetto formativo concependo 5 incontri a tema così strutturati :

Lettura della Parola, domande inerenti e condivisione-dibattito.

Si è scelto di tornare alla domenica pomeriggio dalle 16,00 alle 17,30

Temi :

1 Domenica 16 Novembre - La Chiesa cattolica ( Noi e la Chiesa - Noi Chiesa)
2 Sabato 13 o Domenica 14 Dicembre (Avvento) - Per tutti - Tema inerente l'Avvento
3 Domenica 18 Gennaio - La gioia della Fede
4 Domenica 15 Febbraio - Per le coppie interessate conoscenza del movimento " Incontri Coniugali"
5 Domenica 15 Marzo (Quaresima) - Per tutti : Liturgia Penitenziale
6 Domenica 19 Aprile - Valore della Liturgia
7 Domenica 17 Maggio - Importanza della Formazione continua

Si accettano obiezioni fino a stasera alle ore 24..............


Si chiede di alimentare il dibattito e la condivisione preparandosi per qualche spunto o qualche domanda


Per es. chiediamo ad Enrico qualche spunto per il tema da lui proposto relativo alla Gioia della Fede

Divulgate !
Ciao

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La via della santità

Messaggio Da spe salvi il Dom 23 Nov 2008, 12:31

Il santo viaggio e i santi

Esaminiamo cosa hanno detto i santi, riguardo al santo viaggio, che ci conduce verso Dio. Tutti ci spronano a non fermarci lungo il cammino. Chi si ferma, indietreggia, come quando uno, che risale la corrente del fiume, deve sempre remare, non si può abbandonare alla corrente, perché lo riporterebbe a valle inesorabilmente. Il mondo, le sue attrattive sono spesso in contrapposizione alla volontà di Dio. Per salire verso l’alto, occorre andare contro corrente, e non fermarsi mai.

Lo conferma Giovanni Cassiano: “Il nostro spirito non può affatto durare nella stessa e identica situazione, proprio come qualcuno che volesse spingere una barca, a forza di remi, contro la corrente di un fiume: necessariamente o avanza, tagliando a forza di braccia l’impeto del fiume, oppure, se cessa dallo sforzo, viene trascinato dove vuole la corrente. Non dubitiamo: stiamo facendo certamente marcia indietro, quando ci accorgiamo di non essere progrediti in avanti”.

Sant’Agostino: “Ti riesca sempre sgradito ciò che sei, se vuoi giungere a ciò che non sei ancora. Infatti là dove ti senti bene, ti fermi; e dici addirittura: basta così, e così sprofondi. Aggiungi continuamente, cammina sempre, procedi in avanti di continuo: non fermarti lungo il cammino, non voltarti, non deviare. Resta indietro chi non avanza. Torna indietro chi ritorna nel luogo donde si è già allontanato. Devia dal cammino chi devia dalla fede. Meglio uno storpio sul cammino, che un corridore fuori strada.”

San Gregorio Magno: “Sciocco quel viaggiatore che durante il suo percorso si ferma a guardare i bei prati e dimentica di andare là dove aveva intenzione di arrivare”.

San Bernardo di Chiaravalle: “Chi non vuole progredire, indietreggia. Sii sempre malcontento del tuo stato, se vuoi arrivare a uno stato più perfetto, perché quando ti compiaci in te stesso, cessi di progredire. Se tu dicessi: basta, sono giunto alla perfezione, avresti perduto tutto.

San Francesco di Sales: “E’ impossibile rimanere lungamente in uno stato di immobilità: in questo commercio chi non guadagna, perde; per questa scala chi non sale, discende; chi non vince, rimane sconfitto… La virtù non conosce frontiere, essa va sempre avanti, soprattutto la santa carità, regina delle virtù. È un immenso favore per le anime nostre poter crescere ogni giorno, con l’aiuto della divina grazia, nell’amore di Dio, mentre sono in questa vita mortale, fino al raggiungimento della vita eterna. Una ragione per progredire continuamente è che se oggi non siamo migliori di ieri, certamente siamo peggiori, e possiamo dire:” se quest’anno non sono migliore dell’anno passato, retrocedo.” Se vogliamo piacere a Dio nelle grandi cose, bisogna abituarsi a piacergli nelle piccole. Avverrà che progrediremo di giorno in giorno nella virtù, come quel granellino di senape, il quale, pur piccolissimo, a poco a poco diventò un grande albero. Bisogna fare le cose a poco a poco. La grazia inizia da piccole cose, per poi crescere”.

Beato Giacomo Alberione: “La vita è tutto un viaggio verso l’eternità; la giornata è un tratto del viaggio. Il saggio autista parte con la prudenza, virtù cardinale: pensa alla strada da percorrere e questo rappresenta l’esame preventivo. Si fornisce di carburante, olio, gomme buone e tutto il necessario e questo rappresenta l’aiuto di Dio mediante l’orazione.

Protenderci avanti ogni giorno, mai fermarsi, né nel cammino della santità, né nel lavoro dell’apostolato. Avanti, protendersi sempre avanti…. Il Signore accende le lampadine, in avanti, man mano che si cammina ed occorre; non le accende tutte, subito all’inizio, quando ancora non occorrono; non spreca la luce, ma la da sempre al momento opportuno. Camminiamo sicuri. Domandate pure cose grandi. Al Signore non piacciono queste anime che: “fino lì posso sperare di avere, ma più in là.. proprio santità, eh!” No, il Signore vuole delle anime grandi. Chiedete cose grandi. Camminare, camminare. La vita nostra non può essere piatta, orizzontale. La nostra vita deve essere una crescita. Fu seminato il più piccolo granello, sì, nel terreno, ma quel piccolo granello si è sviluppato, si alza e diviene una pianta, un albero.”

Santa Teresa di Lisieux ha avuto due intuizioni straordinarie, in questo viaggio verso la santità. Qui intravediamo come la Chiesa progredisce nella sua spiritualità. In quello che dice Teresa, si capisce come la Chiesa stia piano piano lasciando una spiritualità individuale, ormai acquisita, e si avvii verso una spiritualità di comunione. Ascoltiamo Teresa: Ho sempre desiderato essere una santa, ma ahimé, ho sempre visto, quando mi sono paragonata ai santi, che tra essi e me c’è la stessa differenza che c’è tra una montagna, la cui vetta si perde nei cieli, e il granello di sabbia oscura calpestata sotto i piedi dei passanti. Invece di scoraggiarmi, mi sono detta: il buon Dio non può ispirare desideri inattuabili, perciò posso, nonostante la mia piccolezza, aspirare alla santità; diventare più grande mi è impossibile, debbo sopportarmi tale quale sono con tutte le mie imperfezioni, nondimeno voglio cercare il mezzo di andare in cielo per una via ben diritta, molto breve, una piccola via tutta nuova. Siamo in un secolo di invenzioni, non vale più la pena di salire gli scalini. Nelle case dei ricchi un ascensore li sostituisce vantaggiosamente. Vorrei anch’io trovare un ascensore per innalzarmi fino a Gesù, perché sono troppo piccola per salire la dura scala della perfezione. Allora ho cercato nei libri santi l’indicazione dell’ascensore, oggetto del mio desiderio e ho letto queste parole pronunciate dalla Saggezza eterna: Se qualcuno è piccolissimo venga a me (Prov. 9,4) Allora sono venuta, pensando di aver trovato quanto cercavo, e per sapere, Mio Dio, quello che voi fareste al piccolissimo che rispondesse al vostro appello, ho continuato le mie ricerche ed ecco ciò che ho trovato: come una madre carezza il suo bimbo, così io vi consolerò, vi porterò sul mio cuore e vi terrò sulle mie ginocchia (Is. 66, 12-13) Ah, mai parole più tenere, più armoniose hanno allietato l’anima mia, l’ascensore che deve innalzarmi fino al cielo sono le vostre braccia Gesù. Per questo non ho bisogno di crescere, al contrario bisogna che resti piccola, che lo divenga sempre più.


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Fonte: qui

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