VI Incontro Mondiale delle Famiglie - Messico 13-18 gennaio 2009

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VI Incontro Mondiale delle Famiglie - Messico 13-18 gennaio 2009

Messaggio Da spe salvi il Mar 13 Gen 2009, 22:20

Link al sito della Santa Sede http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/family/index_it.htm.

Per il Decreto sull'Indulgenza Plenaria http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/23144.php?index=23144&lang=it#TRADUZIONE%20IN%20LINGUA%20ITALIANA

PENITENZIERIA APOSTOLICA

CITTÀ DEL MESSICO

D E C R E T O


col quale si concede l’Indulgenza plenaria ai fedeli che, in occasione del "VI Incontro Mondiale delle Famiglie", confluiranno in pellegrinaggio a Città del Messico, oppure pregheranno in famiglia secondo le stesse spirituali intenzioni.

Poiché la famiglia è istituita da Dio stesso, Autore della vita nell’ordine naturale e al tempo stesso Elargitore dei doni nell’ordine soprannaturale, e poiché essa deve esercitare, senza sosta fino alla fine dei tempi, il precipuo compito di istruire le nuove generazioni al bene naturale e soprannaturale, così da sostenerle ed aiutarle a formare personalità in armonia con i valori e atte a plasmare la propria vita sull’esempio di Cristo, la Chiesa e lo Stato, in collaborazione fra loro per raggiungere questi desiderabili intenti, con le scuole, le parrocchie e i vari gruppi ecclesiali, ciascuno per la propria parte, dovranno offrire il loro contributo.

Si constata purtroppo che nel tempo presente, forse ancor più che nel passato, si conduce una vita che nella pratica si distacca da ciò che si concepisce nella teoria, e proprio per questo si auspica che il VI Incontro mondiale a Città del Messico, dal giorno 13 al 18 del prossimo mese di Gennaio, infonda nelle famiglie cristiane la forza di trasmettere santamente alle future generazioni i retti principi della coscienza, da coltivare con l’aiuto della grazia di Dio. Nell’imminente Incontro, la famiglia verrà pertanto presa in considerazione nell’aspetto dottrinale e nell’azione apostolica che le sono proprie; nel modo speciale con cui essa proclama, difende e si prende cura di portare a perfezione i beni, o valori, umani e cristiani.

Perciò il Sommo Pontefice Benedetto XVI, in sintonia con l’intenzione e lo zelo pastorale dei Suoi Predecessori, in particolare Leone XIII e Benedetto XV, che promossero il pio culto della Sacra Famiglia di Nazareth, esprime i Suoi voti affinché, in questo tempo natalizio, gli animi meditino più intensamente sul mistero della Sacra Famiglia e, secondo la via tracciata da Giovanni Paolo II, di venerata memoria, il Quale decise che l’Incontro Mondiale delle Famiglie si svolgesse ogni tre anni, il Sommo Pontefice desidera ardentemente essere presente con tutto il cuore, seppur non fisicamente, all’Evento messicano, mediante l’invio, come rappresentare della Sua Persona, dell’Em.mo Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segreterio di Stato; come pure mediante la trasmissione televisiva e radiofonica dei Suoi discorsi e, soprattutto con l’elargizione del dono dell’Indulgenza plenaria, come indicato nei termini seguenti:

Il Santo Padre concede ai fedeli l’Indulgenza plenaria, da ottenersi alle solite condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni dello stesso Sommo Pontefice), escluso qualsiasi affetto al peccato, nei giorni in cui devotamente parteciperanno al "VI Incontro Mondiale delle Famiglie".

I fedeli veramente pentiti, che non potranno partecipare a tale evento, conseguiranno l’Indulgenza plenaria, alle medesime condizioni, se, uniti con lo spirito e con il pensiero ai fedeli presenti a Città del Messico, reciteranno in famiglia il "Padre Nostro", il "Credo" e altre devote orazioni per invocare dalla Divina Misericordia le finalità sopra indicate, particolarmente nei momenti in cui le Parole e i Messaggi del Pontefice verranno trasmessi per televisione e radio.

Il presente Decreto ha validità per questa occasione. Nonostante qualunque contraria disposizione.

Dato in Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 28 dicembre 2008, nella festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.




Iacobus Franciscus S.R.E. Card. Stafford

Paenitentiarius Maior


† Ioannes Franciscus Girotti, O.F.M. Conv.

Ep. Tit. Metensis, Regens

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Educazione e leggi buone a sostegno della famiglia

Messaggio Da spe salvi il Sab 17 Gen 2009, 15:46

L'incontro del cardinale Tarcisio Bertone con i vescovi del Messico

Educazione e leggi buone
a sostegno della famiglia




Il vincolo del dono sponsale, fatto di tenerezza, di rispetto e di dedizione responsabile "è l'ambito naturale in cui la vita umana è concepita, accolta e protetta". Per questo adoperarsi per il bene della famiglia, "nata dal matrimonio tra un uomo e una donna", significa lottare "per il bene dell'essere umano e della società". A Città del Messico per partecipare, quale Legato Pontificio, al VI incontro mondiale delle famiglie, il cardinale Tarcisio Bertone ha colto l'occasione dell'incontro con i presuli della Conferenza Episcopale del Messico per ribadire l'importanza che la Chiesa annette alla famiglia quale "cellula fondamentale della società". Accolto con particolare calore dai presuli messicani - riuniti nella cappella annessa alla sala nella quale si svolge il congresso teologico pastorale sulla famiglia -, il cardinale ha voluto innanzitutto trasmettere "il saluto affettuoso del Successore di Pietro, e anche la sua vicinanza spirituale". Dinanzi all'impossibilità di "realizzare questo viaggio tanto desiderato - ha detto in proposito - egli ha deciso di essere presente fra voi attraverso il suo più stretto e vicino collaboratore, qual è il segretario di Stato. Il Papa conosce bene la vitalità e il dinamismo della Chiesa in Messico, la dedizione e la devozione di tutti i suoi membri, pastori e fedeli, alla causa del Vangelo, come pure la fedeltà e il fervore del loro amore per la Vergine e della loro unione con il Romano Pontefice. Allo stesso tempo, il Vescovo di Roma desidera incoraggiarvi affinché, fra le difficoltà del momento presente, non veniate meno nel vostro impegno di annunciare a tutti gli uomini la Buona Novella della salvezza, Gesù Cristo nostro Signore. Per questo vi accompagna in ogni momento con la sua preghiera e con il suo costante incoraggiamento, poiché serba nel profondo del suo cuore i figli di questa benedetta terra messicana, terra di Cristo e di Maria".
Il cardinale ha poi fatto riferimento ad uno degli argomenti più intensamente sviluppati durante l'ultima riunione dell'assemblea plenaria della conferenza dell'episcopato messicano, lo scorso novembre: la necessità di dare impulso a un nuovo e coraggioso protagonismo laicale. Senza dubbio, ha detto il segretario di Stato, i tempi sono maturi perché i laici accettino pienamente la loro vocazione nella Chiesa e nella società. Tanto più che le circostanze attuali e l'andamento del mondo in generale, richiedono un apostolato secolare più intenso e vasto, pieno di zelo e di amore verso Dio. Ma, in cosa consiste l'apostolato specifico dei laici? Dove si svolge e con che mezzi si porta avanti? Il Concilio Vaticano ii, ha affermato che i battezzati "esercitano l'apostolato evangelizzando e santificando gli uomini, e animando e perfezionando con lo spirito evangelico l'ordine temporale, in modo che la loro attività in quest'ordine costituisca una chiara testimonianza a Cristo e serva alla salvezza degli uomini" (Apostolicam actuositatem, n. 2).
Dunque è particolarmente importate e decisiva, per la sua importanza al momento di plasmare la società secondo lo spirito di Cristo, la testimonianza dei laici nell'ambito, della famiglia, della politica e della cultura. "Bisogna incoraggiarli - ha detto in particolare Bertone - e offrire loro tutto l'aiuto necessario affinché s'impegnino, con coerenza di vita e con vero spirito di servizio ai propri fratelli, nelle vicissitudini pubbliche del loro Paese". Un cristiano, consapevole della sua vocazione "di figlio di Dio, non si può esimere dalla sforzo, pieno di carità e di rispetto verso gli altri, di far sì che i valori fecondi del Vangelo illuminino tutti gli ambiti della società". Così facendo, il fedele laico adempie, con rinnovato impegno e ampiezza di vedute, alla propria responsabilità come cittadino, posto che la sua vocazione cristiana non lo isola dal mondo, al contrario, lo spinge a prendere parte alla costruzione della società civile contribuendo così al bene comune di tutta la nazione alla quale appartiene di diritto.
Impegno prioritario nella testimonianza dei laici cristiani è richiesto nell'ambito del matrimonio e della famiglia. "I coniugi cristiani sono chiamati - ha infatti ricordato il segretario di Stato - a rendere una speciale testimonianza della santità del matrimonio e anche della sua importanza nella società. Sono loro a poter mostrare meglio dinanzi agli altri la bellezza del disegno di Dio sull'amore umano, il matrimonio e la famiglia. Quest'ultima, fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, è la base e la cellula primaria della società umana. In quella comunione di vita e di amore che è il matrimonio, trovano la propria ragion d'essere sia la differenza sessuale fra l'uomo e la donna sia la chiamata all'amore che Dio ha posto nei loro cuori. Di fatto Dio ha creato l'uomo per amore e per l'amore (cfr. Giovanni Paolo ii, esortazione apostolica Familiaris consortio, n. 11). Il vincolo del dono sponsale, fatto di tenerezza, di rispetto e di dedizione responsabile, è l'ambito naturale in cui la vita umana è concepita e in cui trova la protezione e l'accoglienza che la sua dignità richiede. Per questo adoperarsi per il bene del matrimonio e della famiglia significa lottare per il bene dell'essere umano e della società".
Di conseguenza se è vero che è fondamentale sforzarsi affinché "nell'ordinamento giuridico di un paese si rispetti l'identità propria di questa istituzione naturale, che è alla base della sua stessa struttura sociale", è altrettanto vero che non basta "poter contare su leggi buone", ma è anche necessario "impegnarsi in una vasta opera di educazione e di formazione che aiuti tutti, soprattutto i più giovani, a scoprire e a valorizzare la bellezza e l'importanza del matrimonio e della famiglia".
L'auspicio è che la celebrazione dell'Incontro Mondiale delle Famiglie possa realmente costituire "un'occasione unica e provvidenziale per dare maggiore impulso alla pastorale familiare nelle vostre comunità diocesane, potenziando e moltiplicando le numerose iniziative pastorali che stanno recando frutti abbondanti". Si tratta in definitiva di offrire a tutti "la grande speranza che è Dio stesso e che supera tutte le altre speranze umane, dando loro un fondamento definitivo (cfr. Benedetto XVI, Spe salvi, n. 31)". Anzi "il Papa - ha precisato il cardinale - vi incoraggia affinché, in questo momento in cui il vostro amato paese attraversa una situazione difficile, non smettiate di presentare Cristo come il vero motivo di speranza. Ricorrendo al Signore e mettendo in pratica i suoi insegnamenti, come disse la Vergine Maria alle nozze di Cana (cfr. Gv 2, 3), il Messico sarà capace di superare tutti gli ostacoli e di costruire un domani più giusto e libero per tutti, dove si ponga fine alle piaghe sociali che attanagliano il suo sviluppo e in modo particolare dove sia rispettata la dignità della persona dal suo concepimento alla sua morte naturale".
Il cardinale ha poi invitato i vescovi a prendersi cura in modo particolare dei sacerdoti poiché "svolgono un ruolo molto importante nell'evangelizzazione". "Il Papa - ha concluso il cardinale Bertone - porta nel suo cuore tutti i sacerdoti messicani e vi chiede di far giungere loro la sua riconoscenza e la sua gratitudine per la loro generosa dedizione, incoraggiandoli a continuare a svolgere il proprio lavoro con instancabile e costante fedeltà, nonostante si trovino spesso in mezzo a prove e difficoltà".




(©L'Osservatore Romano - 17 gennaio 2009)

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Il messaggio del Papa alla veglia mariana di Città del Messico

Messaggio Da spe salvi il Mar 20 Gen 2009, 15:18

Una cultura e una politica della famiglia



Il messaggio del Papa alla veglia mariana di Città del Messico



È necessario sviluppare una nuova cultura e una nuova politica della famiglia ispirate dalle associazioni familiari, a cui tutte le famiglie dovrebbero aderire per far ascoltare la propria voce e far valere i propri diritti. È il senso del messaggio del Papa ai partecipanti al vi Incontro mondiale delle famiglie a Città del Messico, videotrasmesso sabato 17, a conclusione della serata di testimonianze per la festa delle famiglie.


Cari fratelli e sorelle,
care famiglie,
1. A tutti voi qui riuniti per celebrare il vi Incontro mondiale delle famiglie sotto lo sguardo materno di Nostra Signora di Guadalupe, auguro "grazia per voi e pace da Dio Padre e dal Signore Gesù Cristo" (2 Ts 1, 2).
Avete appena recitato il Santo Rosario, contemplando i misteri gaudiosi del Figlio di Dio fatto uomo, che nacque nella famiglia di Maria e Giuseppe e crebbe a Nazaret nell'intimità domestica, fra le occupazioni di ogni giorno, la preghiera e i rapporti con i vicini. La sua famiglia lo accolse e lo protesse con amore, lo iniziò all'osservanza delle tradizioni religiose e delle leggi del suo popolo, lo accompagnò verso la maturità umana e la missione alla quale era destinato. "E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini" (Lc 2, 52).
Ai misteri gaudiosi si sono alternate le testimonianze di alcune famiglie cristiane provenienti dai cinque continenti, che sono come un'eco e un riflesso nel nostro tempo della storia di Gesù e della sua famiglia. Queste testimonianze ci hanno mostrato come il seme del Vangelo continua a germogliare e a recare frutti nelle diverse situazioni del mondo di oggi.
2. Il tema di questo vi Incontro mondiale delle famiglie - La famiglia formatrice ai valori umani e cristiani - ricorda che l'ambito domestico è una scuola di umanità e di vita cristiana per tutti i suoi membri, con conseguenze benefiche per le persone, la Chiesa e la società. Di fatto, la famiglia è chiamata a vivere e a coltivare l'amore reciproco e la verità, il rispetto e la giustizia, la lealtà e la collaborazione, il servizio e la disponibilità verso gli altri, specialmente verso i più deboli. Il focolare cristiano, che deve rendere "manifesta a tutti la viva presenza del Salvatore nel mondo e la genuina natura della Chiesa" (Gaudium et spes, n. 48), deve essere permeato dalla presenza di Dio, mettendo nelle sue mani l'attività quotidiana e chiedendo il suo aiuto per compiere adeguatamene la sua imprescindibile missione.
3. A tal fine è di somma importanza la preghiera in famiglia nei momenti più appropriati e significativi, poiché, come il Signore stesso ha assicurato: "Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro" (Mt 18, 20). E il Maestro è certamente nella famiglia che ascolta e medita la Parola di Dio, che impara da Lui la cosa più importante della vita (cfr. Lc 10, 41-42), e mette in pratica i suoi insegnamenti (cfr. Lc 11, 18). In tal modo, si trasforma e si migliora gradualmente la vita personale e familiare, si arricchisce il dialogo, si trasmette la fede ai figli, si accresce il piacere di stare insieme e il focolare domestico si unisce e si consolida maggiormente, come una casa costruita sulla roccia (cfr. Mt 7, 24-25). Non smettano i pastori di aiutare le famiglie, affinché beneficino in modo fecondo della Parola di Dio nella Sacra Scrittura.
4. Con la forza che nasce dalla preghiera, la famiglia si trasforma in una comunità di discepoli e di missionari di Cristo. In essa si accoglie, si trasmette e s'irradia il Vangelo. Come ha detto il mio venerato predecessore Papa Paolo vi: "I genitori non soltanto comunicano ai figli il Vangelo, ma possono ricevere da loro lo stesso Vangelo profondamente vissuto" (Evangelii nuntiandi, n. 71).
La famiglia cristiana, vivendo la fiducia e l'obbedienza filiale a Dio, la fedeltà e l'accoglienza generosa dei figli, la cura dei più deboli e la sollecitudine nel perdonare, diviene un Vangelo vivo, che tutti possono leggere (cfr. 2 Cor 3, 2), un segno di credibilità forse più persuasivo e capace di interpellare il mondo di oggi. Deve anche portare la sua testimonianza di vita e la sua esplicita professione di fede ai diversi ambiti che la circondano, quali la scuola e le diverse associazioni, come pure impegnarsi nella formazione catechetica dei figli e nelle attività pastorali della sua comunità parrocchiale, soprattutto in quelle legate alla preparazione al matrimonio o specificatamente rivolte alla vita familiare.
5. La convivenza nel focolare domestico, dimostrando che libertà e solidarietà si completano, che il bene di ognuno deve tener conto del bene degli altri, che le esigenze della rigorosa giustizia devono essere aperte alla comprensione e al perdono a favore di un bene comune, è un dono per le persone e una fonte di ispirazione per la convivenza sociale. Di fatto, le relazioni sociali possono prendere come punto di riferimento i valori costitutivi dell'autentica vita familiare, per umanizzarsi ogni giorno di più e procedere verso la costruzione della "civiltà dell'amore".
Inoltre la famiglia è anche cellula vitale della società, la prima e decisiva risorsa per il suo sviluppo, e spesso il rifugio ultimo delle persone ai cui bisogni le strutture stabilite non riescono a rispondere in modo soddisfacente.
Per la sua funzione sociale fondamentale, la famiglia ha diritto a essere riconosciuta nella sua libertà e a non essere confusa con altre forme di convivenza, e anche a poter contare sulla dovuta tutela culturale, giuridica, economica, sociale, sanitaria e, in modo particolare, su un sostegno che, tenendo conto del numero dei figli e delle risorse economiche disponibili, sia sufficiente a permettere la libertà di educazione e di scelta della scuola.
È necessario, pertanto, sviluppare una cultura e una politica della famiglia che vengano promosse in modo organizzato anche dalle famiglie stesse. Per questo vi incoraggio a unirvi alle associazioni che promuovono l'identità e i diritti della famiglia, secondo una visione antropologica coerente con il Vangelo, e invito tali associazioni a coordinarsi e a collaborare fra di loro affinché la loro attività sia più incisiva.
6. Per concludere, vi esorto tutti ad avere grande fiducia, poiché la famiglia è nel cuore di Dio, Creatore e Salvatore. Lavorare per la famiglia significa lavorare per un futuro degno e luminoso dell'umanità e per l'edificazione del Regno di Dio. Invochiamo, umilmente uniti, la grazia divina, affinché ci aiuti a collaborare con impegno e gioia alla nobile causa della famiglia, chiamata a essere evangelizzata ed evangelizzatrice, umana e umanizzatrice. In questo bel compito, ci accompagna con la sua materna intercessione e con la sua protezione celeste la Santissima Vergine Maria, che oggi invoco con il glorioso titolo di Nostra Signora di Guadalupe, e nelle cui mani di Madre pongo le famiglie di tutto il mondo.
Grazie.




(©L'Osservatore Romano - 19-20 gennaio 2009)

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A Milano il prossimo Incontro mondiale

Messaggio Da spe salvi il Mar 20 Gen 2009, 15:20

A Milano il prossimo Incontro mondiale



Si svolgerà a Milano nel 2012 il prossimo Incontro mondiale delle famiglie. Lo ha annunciato il Papa stesso durante la messa conclusiva della sesta edizione degli Incontri, svoltasi a Città del Messico. Alla messa, presieduta dal cardinale Bertone, legato del Papa, nel santuario di Nostra Signora di Guadalupe, Benedetto XVI ha partecipato in videoconferenza. Al termine, in diretta televisiva, ha pronunciato il seguente discorso.




Cari fratelli e sorelle,
1. Vi saluto tutti con affetto al termine di questa solenne celebrazione eucaristica con la quale si sta concludendo il vi Incontro mondiale delle famiglie a Città del Messico. Rendo grazie a Dio per le tante famiglie che, senza lesinare sforzi, si sono riunite attorno all'altare del Signore.
Saluto in modo particolare il signor cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, che ha presieduto questa celebrazione come mio legato. Desidero esprimere il mio affetto e la mia gratitudine al signor cardinale Ennio Antonelli, e anche ai membri del Pontificio Consiglio per la Famiglia, che egli presiede, al signor cardinale arcivescovo primate di Città del Messico Norberto Rivera Carrera, e alla commissione centrale che si è occupata dell'organizzazione di questo vi Incontro mondiale. La mia riconoscenza va anche a tutti coloro che, con generoso impegno e dedizione, hanno reso possibile la sua realizzazione. Saluto anche i signori cardinali e i vescovi presenti alla celebrazione, in particolare i membri della Conferenza episcopale messicana e le autorità di questa amata nazione, che hanno generosamente ospitato e reso possibile questo importante evento.
Voi messicani sapete bene di essere molto vicini al cuore del Papa. Penso a voi e offro a Dio Padre le vostre gioie e le vostre speranze, i vostri progetti e le vostre preoccupazioni. In Messico il Vangelo si è radicato profondamente, forgiando le sue tradizioni, la sua cultura e l'identità del suo nobile popolo. Bisogna custodire questo ricco patrimonio affinché continui a essere fonte di energie morali e spirituali per affrontare con coraggio e creatività le sfide di oggi e per offrirlo come dono prezioso alle nuove generazioni.
Ho partecipato con gioia e interesse a questo Incontro mondiale, soprattutto con la mia preghiera, dando orientamenti specifici e seguendo costantemente la sua preparazione e il suo svolgimento. Oggi, attraverso i mezzi di comunicazione, ho compiuto un pellegrinaggio spirituale fino a questo santuario mariano, cuore del Messico e di tutta l'America, per affidare a Nostra Signora di Guadalupe tutte le famiglie del mondo.
2. Questo Incontro mondiale delle famiglie ha voluto incoraggiare i focolari cristiani affinché i loro membri siano persone libere e ricche di valori umani ed evangelici, in cammino verso la santità, che è il miglior servizio che noi cristiani possiamo offrire alla società attuale. La risposta cristiana dinanzi alle sfide che deve affrontare la famiglia, e la vita umana in generale, consiste nel rafforzare la fiducia nel Signore e il vigore che nasce dalla fede stessa, la quale si nutre dell'ascolto attento della Parola di Dio. Come è bello riunirsi in famiglia per lasciare che Dio parli al cuore dei suoi membri attraverso la sua Parola viva ed efficace! Nella preghiera, specialmente nella recita del Rosario, come è stato fatto ieri, la famiglia contempla i misteri della vita di Gesù, interiorizza i valori che medita e si sente chiamata a incarnarli nella propria vita.
3. La famiglia è un fondamento indispensabile per la società e per i popoli, e anche un bene insostituibile per i figli, degni di venire al mondo come un frutto dell'amore, del dono totale e generoso dei genitori. Come ha messo in evidenza Gesù onorando la Vergine Maria e san Giuseppe, la famiglia occupa un luogo fondamentale nell'educazione della persona. È una vera scuola di umanità e di valori perenni. Nessuno si è dato la vita da solo. Abbiamo ricevuto da altri la vita, che si sviluppa e matura con le verità e i valori che apprendiamo nel rapporto e nella comunione con gli altri. In tal senso, la famiglia fondata sul matrimonio indissolubile fra un uomo e una donna esprime questa dimensione relazionale, filiale e comunitaria, ed è l'ambito dove l'uomo può nascere con dignità, e crescere e svilupparsi in maniera integrale. (cfr. Omelia nella santa messa del V Incontro Mondiale delle famiglie, Valencia, 9 luglio 2006).
Questo lavoro educativo si vede però ostacolato da un ingannevole concetto di libertà, in cui il capriccio e gli impulsi soggettivi dell'individuo vengono esaltati al punto da lasciare ognuno rinchiuso nella prigione del proprio io. La vera libertà dell'essere umano proviene dall'essere stato creato a immagine e somiglianza di Dio, e pertanto va esercitata con responsabilità, optando sempre per il bene autentico, affinché diventi amore, dono di sé. A tal fine, più che le teorie, sono necessari la vicinanza e l'amore caratteristici della comunità familiare. È nel focolare domestico che s'impara a vivere veramente, a valorizzare la vita e la salute, la libertà e la pace, la giustizia e la verità, il lavoro, la concordia e il rispetto.
4. Oggi più che mai si ha bisogno della testimonianza e dell'impegno pubblico di tutti i battezzati per riaffermare la dignità e il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna e aperto alla vita, e anche della vita umana in tutte le sue fasi. Occorre altresì promuovere misure legislative e amministrative a sostegno delle famiglie nei loro diritti inalienabili, di cui esse hanno bisogno per portare avanti la loro straordinaria missione. Le testimonianze presentante nella celebrazione di ieri mostrano che anche oggi la famiglia può restare salda nell'amore di Dio e rinnovare l'umanità nel nuovo millennio.
5. Desidero esprimere la mia vicinanza e assicurare della mia preghiera tutte le famiglie che rendono testimonianza di fedeltà in circostanze particolarmente difficili. Incoraggio le famiglie numerose, che, vivendo a volte fra contrarietà e incomprensioni, danno un esempio di generosità e di fiducia in Dio, auspicando che non manchino loro gli aiuti necessari. Penso anche alle famiglie che soffrono per la povertà, la malattia, l'emarginazione e l'emigrazione, e in modo particolare alle famiglie cristiane che sono perseguitate a causa della loro fede. Il Papa è molto vicino a tutti voi e vi accompagna nei vostri sforzi quotidiani.
6. Prima di concludere questo incontro, sono lieto di annunciare che il VII Incontro mondiale delle famiglie si terrà, Dio volendo, in Italia, nella città di Milano, nell'anno 2012, con il tema: "La famiglia, il lavoro e la festa". Ringrazio sinceramente il signor cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, per la cortesia mostrata nell'accettare questo importante impegno.
7. Affido tutte le famiglie del mondo alla protezione della Vergine Santissima, tanto venerata nella nobile terra messicana con il titolo di Guadalupe. A Lei, che ci ricorda sempre che la nostra felicità consiste nel fare la volontà di Cristo (cfr. Gv 2, 5), dico ora:
Madre Santissima di Guadalupe,
che hai mostrato il tuo amore e la tua tenerezza
ai popoli del continente americano,
colma di gioia e di speranza tutti i popoli
e tutte le famiglie del mondo.
A Te, che precedi e guidi il nostro cammino di fede
verso la patria eterna,
affidiamo le gioie, i progetti,
le preoccupazioni e gli aneliti di tutte le famiglie.
O Maria,
a Te ricorriamo confidando nella tua tenerezza di Madre.
Non ignorare le preghiere che ti rivolgiamo
per le famiglie di tutto il mondo
in questo periodo cruciale della storia,
piuttosto, accoglici tutti nel tuo cuore di Madre
e accompagnaci nel nostro cammino verso la patria celeste.
Amen.




(©L'Osservatore Romano - 19-20 gennaio 2009)

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Un vademecum per i genitori cristiani

Messaggio Da spe salvi il Mar 20 Gen 2009, 15:21

Omelia del cardinale Bertone durante la messa conclusiva

Un vademecum per i genitori cristiani



È un vero e proprio vademecum del genitore cristiano quello che il cardinale Tarcisio Bertone ha presentato a Città del Messico celebrando domenica 18 gennaio, in occasione del vi Incontro mondiale delle famiglie, la messa conclusiva, durante la quale tutti i coniugi presenti hanno rinnovato il loro impegno matrimoniale.
Il segretario di Stato, legato pontificio all'Incontro, ha innanzitutto trasmesso a tutte le famiglie "l'affetto e la vicinanza spirituale" di Benedetto XVI, ringraziando anche i tanti messicani che hanno aperte le loro case ai pellegrini venuti da diversi Paesi. Nell'omelia ha rimarcato il ruolo educativo della famiglia, che è stato il tema del raduno messicano, affermando che anche in questo campo "la retta ragione e la fede sono alleate". Cristo, infatti, integra e dà ancora più forza ai valori umani riconosciuti come universalmente positivi: il messaggio cristiano dà loro un nuovo e più alto significato.
Nel dinamismo della fede, della speranza e della carità - ha spiegato il cardinale Bertone - si crea una nuova relazione con Dio e così "la pratica dei valori umani e delle norme morali si perfeziona, acquisisce nuove motivazioni ed energie, capacità di sacrificio nella sequela del Crocifisso, gioia e fiducia nella presenza del Risorto".
"La famiglia cristiana - ha detto - pone al centro della sua attenzione la persona del Signore Gesù. Lo accoglie in casa; prega e si riunisce per Lui; cerca di condividerne gli insegnamenti, i sentimenti, i desideri, e di compiere la sua volontà. La fede nella sua presenza trasforma tutte le relazioni e le attività della famiglia, esalta i valori umani, crea comunione e gioia".
È questa la realtà su cui il legato pontificio ha puntato la sua omelia: solo la famiglia unita e fondata sul matrimonio garantisce che i valori fondamentali della convivenza umana si affermino nella società grazie a un'opera educativa diretta e responsabile.
Se tutti i componenti del nucleo "sono interpellati, poiché ciascuno deve partecipare allo sviluppo dei valori umani e cristiani", una responsabilità particolare spetta ai genitori. A loro il porporato ha chiesto di realizzare in pieno il compito di "rispondere all'amore con l'amore". Non ha mancato di dare consigli pratici: "Cari genitori, amate i vostri figli e fate sentire loro che sono amati e apprezzati, rispettati e compresi. Sentirsi amati suscita gratitudine e fiducia". E ancora: "Dovete rispettare la personalità e la vocazione dei vostri figli, educarli e aiutarli a sviluppare le loro potenzialità nascoste e appoggiarli affinché possano essere pienamente se stessi secondo il disegno che Dio ha per la loro vita. Abbiate cura di loro come un dono che vi è stato affidato, senza essere possessivi".
Dunque, è l'invito del cardinale ai genitori, "siate generosi con i vostri figli, senza essere permissivi; siate esigenti senza essere duri; siate chiari con loro e non contradditevi; sappiate dire sì o no al momento opportuno. Siate coerenti e date loro il buon esempio. Così potrete aiutare i vostri figli a sviluppare una personalità equilibrata, fattiva e creativa, salda e affidabile, capace di affrontare le sfide e le prove della vita, che non mancheranno mai".
Infatti "un buon rapporto educativo - ha spiegato il cardinale Bertone - comporta tenerezza e affetto e, allo stesso tempo, ragionamento e autorità. Entrambi i genitori, il padre e la madre, devono stare vicini ai figli e coltivare il dialogo con loro". E "per la formazione ai valori umani e cristiani si richiede una famiglia fondata sul matrimonio monogamo e aperto alla vita; si richiede la famiglia unita e stabile".
Il cardinale non ha nascosto le difficoltà di questa missione. "I coniugi che, nonostante la fragilità umana, cercano con la grazia di Dio di vivere ogni giorno più coerentemente l'amore come dono totale della propria vita l'uno all'altra, fanno della loro famiglia un Vangelo vivente, edificano la Chiesa e la società civile, riflettono nella storia la presenza e la bellezza di Dio che è unità di tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo".
Al termine dell'omelia il cardinale Bertone ha affidato a Nostra Signora di Guadalupe, invocata con i titoli di "madre dell'amore bello, madre della speranza e ausilio dei cristiani", tutte le famiglie, soprattutto quelle che hanno più bisogno, perché crescano nella fede e nella santità, "per essere sale della terra, luce del mondo, santuari di vita e di amore, di accoglienza e di perdono, di valori umani e di virtù cristiane".




(©L'Osservatore Romano - 19-20 gennaio 2009)

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Re: VI Incontro Mondiale delle Famiglie - Messico 13-18 gennaio 2009

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