Facciamo i conti in tasca alla Chiesa Cattolica

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Facciamo i conti in tasca alla Chiesa Cattolica

Messaggio Da spe salvi il Dom 25 Mag 2008, 23:02

da Avvenire di venerdì 23 maggio 2008

Punto per punto, ecco gli svarioni
Le pagine di Repubblica, le risposte di Avvenire, qualche ripensamento

L e affermazioni della tabella in questa pagina sono riprese per Repubblica dalle prime cinque puntate dell’inchiesta ( 28 settembre, 3 ottobre, 12 ottobre, 24 ottobre e 10 novembre 2007) e per Avvenire dai servizi pubblicati il giorno successivo ( 29 settembre, 4 ottobre, 13 ottobre, 25 ottobre e 11 novembre 2007). Sono soltanto alcuni degli errori e delle omissioni dell’inchiesta. Mentre Avvenire replicava a Repubblica, Repubblica ignorava Avvenire.
Addirittura il suo direttore, Ezio Mauro, arrivava a scrivere: « Saremo ben lieti di correggere gli errori in cui siamo incorsi, se riceveremo richieste di rettifiche che non sono arrivate, perché nessun punto sostanziale del lavoro è stato confutato » . Maltese stesso non ha replicato ad Avvenire, né corretto alcunché. Su Repubblica. Nel libro La questua,
invece, elimina i tre o quattro svarioni più clamorosi, senza darne conto. Non commette l’ingenuità di scrivere che la Cei tace sui rendiconti, visto che li pubblica ogni anno la stessa Repubblica, e a pagamento. Ha dovuto constatare che gli investimenti nella comunicazione non solo non sono taciuti ma hanno una pagina tutta per loro nel sito dell’otto per mille. E si è messo il cuore in pace: l’Abbazia di Chiaravalle, alle porte di Milano, non è un cinque stelle superlusso ma ha una normale foresteria dotata di pratiche e sobrie stanzette, a 30 euro al dì, pensione completa. Nella stragrande maggioranza le affermazioni erronee e le informazioni incomplete però rimangono. La sesta puntata dell’inchiesta consisteva in una lunga e serena intervista a padre Cesar Acuire, amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi. Nel libro, Maltese si profonde in elogi nei suoi confronti: « Una delle molte prove viventi del sistema rigidamente meritocratico della struttura cattolica (...). È in pratica il ministro per il Turismo del Vaticano. E sarebbe anche l’ideale ministro del Turismo per l’Italia » . Ma dell’intervista di due pagine non rimane nulla. ( U. Fo.)
Errori e omissioni, puntualmente smascherati su queste pagine Nel libro sono spariti alcuni dei più clamorosi, ma molti altri sono rimasti. Eccoli






trascrizione della tabella


IL 60 PER CENTO DEI CONTRIBUENTI LASCIA IN BIANCO LA VOCE OTTO PER MILLE.
1. FIRME
È VERO SE SI CONSIDERANO TUTTI I CONTRIBUENTI. SBAGLIATO SE SI
CONSIDERANO QUELLI OBBLIGATI A PRESENTARE LA DICHIARAZIONE CON IL 730 E
L'UNICO (ESCLUSI 13 MILIONI DI ITALIANI, PERLOPIÙ PENSIONATI): TRA QUESTI LA
PARTECIPAZIONE ALLA FIRMA È DEL 61,3 PER CENTO.


OGNI ANNO, IL VERTICE CEI DISTRIBUISCE MEZZO MILIARDO ALL'INTERNO DELLA
CHIESA A SUO INSINDACABILE PARERE E SENZA ALCUN SERIO CONTROLLO.
2. RIPARTIZIONE
LA QUOTA PER LE DIOCESI VIENE DISTRIBUITA SECONDO CRITERI OGGETTIVI: UNA
PARTE UGUALE PER TUTTI, UN'ALTRA IN BASE ALLA POPOLAZIONE. LE DIOCESI
RENDONO CONTO AL CENTESIMO DI COME DESTINANO LA LORO QUOTA.

'DOVE FINISCE L'OTTO PER MILLE, SEGRETO DA UN MILIARDO DI EURO' (TITOLO).
AVVENIRE PUBBLICA PER LA PRIMA VOLTA IL RESOCONTO SUL NUMERO DEL 29
SETTEMBRE 2007.
3. RENDICONTO
FALSO. IL RENDICONTO DELL'OTTO PER MILLE È PUBBLICATO IN MOLTO POSTI; MA
SOPRATTUTTO OGNI ANNO LA CEI ACQUISTA A TALE SCOPO UNA PAGINA DI QUATTRO
QUOTIDIANI: AVVENIRE. SOLE 24 ORE, CORRIERE DELLA SERA E REPUBBLICA. IL
RESOCONTO È COSÌ SEGRETO CHE REPUBBLICA CE L'HA DA ANNI SOTTO IL SUO
NASO (E CI GUADAGNA).

CREDENTI E NON CREDENTI SONO CONVINTI CHE LA CHIESA CATTOLICA USI I FONDI
DELL'OTTO PER MILLE SOPRATTUTTO PER LA CARITÀ IN ITALIA E NEL TERZO MONDO.
LE DUE VOCI OCCUPANO LA TOTALITÀ DEI MESSAGGI (PUBBLICITARI).
4. PUBBLICITÀ
FALSO. I MESSAGGI RIGUARDANO TUTTE LE DESTINAZIONI, A PARTIRE DAL CLERO,
COME CHIUNQUE PUÒ CONSTATARE RIVEDENDOSI GLI SPOT (WWW.8XMILLE.IT).

'LO STATO NON DOVEVA FARE CONCORRENZA SCORRETTA ALLA CHIESA': FRASE
ATTRIBUITA AL CARDINALE ATTILIO NICORA, QUANDO ERA IN FORZA ALLA CEI.
5. CITAZIONI
FRASE MAI SCRITTA NÉ PRONUNCIATA. INFATTI REPUBBLICA NON È IN GRADO DI
CITARE LA FONTE.

DAL 1990 AL 2007 L'INCASSO PER LA CEI SI È QUINTUPLICATO E LA SPESA PER GLI
STIPENDI DEI PRETI, COMPLICE LA CRISI DELLE VOCAZIONI, È SCESA ALLA METÀ,
DAL 70 AL 35 PER CENTO.
6. SACERDOTI
LE VOCAZIONI NON C'ENTRANO E I PRETI INSERITI NEL SISTEMA SONO INVECE
AUMENTATI. REPUBBLICA NON TIENE CONTO CHE SONO PURE AUMENTATI FIRME E
GETTITO COMPLESSIVO IRPEF.

'GLI ALBERGHI DEI SANTI ALLA CROCIATA DELL'ICI' (TITOLO). EVASIONE STIMATA:
400 MILIONI, SECONDO UNO STUDIO ATTRIBUITO ALL'ANCI (ASSOCIAZIONE
COMUNI ITALIANI). LE CURIE NON COLLABORANO.
7. ALBERGHI
LE STRUTTURE ALBERGHIERE PAGANO, E SE NON PAGANO VANNO FATTE PAGARE;
MA LE STRUTTURE ALBERGHIERE VERE, NON I CONVITTI UNIVERSITARI O LE CASE
ALPINE, CHE HANNO FINALITÀ SOCIALI (COME OGNI STRUTTURA CON TALI
FINALITÀ). LO STUDIO È DI QUALCHE COMUNE, FORSE, NON DELL'ANCI IN SÉ, CON
LA QUALE LA COLLABORAZIONE, DELLA CEI E DELLE CURIE, È CORDIALE.

LA CEI CHIEDE ALLO STATO DI INSERIRE L'IRC (INSEGNAMENTO RELIGIONE
CATTOLICA) A METÀ MATTINATA, MAI ALL'INIZIO O ALLA FINE DELLE LEZIONI.
8. ORA DI RELIGIONE
QUESTO È UN AUSPICIO DELLA CEI, MA LA DECISIONE NON SPETTA NÉ A LEI NÉ
ALLO STATO, BENSÌ AL COLLEGIO DEI DOCENTI. È PERALTRO INEVITABILE CHE, COME
OGNI ALTRA ORA, ANCHE QUELLA DI RELIGIONE CAPITI ALL'INIZIO O ALLA FINE
DELLA MATTINATA.

LA CEI BOICOTTA LE ATTIVITÀ ALTERNATIVE ALL'IRC.
9. ATTIVITÀ ALTERNATIVE
È VERO IL CONTRARIO, COME TESTIMONIATO ANCHE DAL CONVEGNO DEL 1995,
PRESENTE L'ALLORA MINISTRO DELL'ISTRUZIONE BERLINGUER.

L'IRC È UN'ANOMALIA IN EUROPA. È UN VAGO IBRIDO DI ANIMAZIONE SOCIALE E
VAGHI CONCETTI ETICI DESTINATI A RIMANERE NELLA TESTA DEGLI STUDENTI FORSE
LO SPAZIO DI UN MATTINO. POCHI CENNI SULLA BIBBIA MAI LETTA, BREVI E
RETICENTI RIASSUNTI DI STORIA DELLA RELIGIONE.
10.PROGRAMMI
I PROGRAMMI - OSA, OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO - ESISTONO, COME
PER OGNI ALTRA MATERIA, E SONO DETTAGLIATI. IN EUROPA È ANOMALA, SEMMAI,
L'ASSENZA DI UNA QUALCHE FORMA DI INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE

GLI STIPENDI AGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE SONO UN MILIARDO ALLA CHIESA,
UN OBOLO DI STATO A SAN PIETRO.
11. INSEGNANTI
GLI STIPENDI AGLI INSEGNANTI VANNO A PROFESSIONISTI CON LAUREA E DIPLOMA,
PADRI E MADRI DI FAMIGLIA. SONO LAICI L'85% DEGLI INSEGNANTI.

LA SPLENDIDA ABBAZIA DI CHIARAVALLE ALLE PORTE DI MILANO È UN ALBERGO A
CINQUE STELLE A TUTTI GLI EFFETTI E COSTA 300 EURO.
12.ABBAZIE LA SPLENDIDA ABBAZIA DI CHIARAVALLE È UN'ABBAZIA E BASTA. SECONDO LA
TRADIZIONE SECOLARE DI OGNI MONASTERO, HA UNA FORESTERIA: SETTE
STANZETTE, PENSIONE COMPLETA 30 EURO AL GIORNO (TRATTABILI).

IL MONASTERO DI CAMALDOLI NELL'ARETINO E LE CELEBRI ORSOLINE DI CORTINA
SONO META DI TURISMO INTELLETTUALE, CULTURALE E POLITICO D'ALTO BORDO.
13. MONASTERI E CONVENTI
CAMALDOLI OFFRE SOBRIE CELLETTE E QUELLA DELLE ORSOLINE È UNA SCUOLA,
ADIBITA IN ESTATE AD ACCOGLIENZA PER FAMIGLIE (80 EURO PENSIONE COMPLETA
IN ALTA STAGIONE, SCONTI ALLE FAMIGLIE E DEL 50% AI BAMBINI).

LUCIANO MOGGI È TESTIMONIAL DELLA CHIESA ED ERA PRESENTE SUL VOLO
MISTRAL PER LOURDES ORGANIZZATO DALL'OPERA ROMANA PELLEGRINAGGI
(ORP) IL 27 AGOSTO 2007.
14. TESTIMONIAL
LUCIANO MOGGI NON È TESTIMONIAL DELLA CHIESA, NON ERA A BORDO DI QUEL
VOLO, NÉ HA LEGAMI DI ALCUN GENERE CON L'ORP.

IL TURISMO RELIGIOSO È QUASI SEMPRE ESENTASSE.
15. TURISMO RELIGIOSO
IL TURISMO RELIGIOSO PAGA TUTTE LE TASSE. L'ORP, CHE HA SEDE IN VATICANO,
COME QUALSIASI TOUR OPERATOR ESTERO CHE AGISCA IN ITALIA È SOGGETTO ALLE
LEGGI ITALIANE E PAGA TUTTE LE TASSE DOVUTE ALLA SUA ATTIVITÀ IN TERRITORIO
ITALIANO.

I 3.500 MILIARDI DI LIRE VERSATI ALLA CHIESA PER IL GIUBILEO SONO SERVITI IN
BUONISSIMA PARTE A RIORGANIZZARE LA RETE DI ACCOGLIENZA TURISTICA.
16. GIUBILEO
ALLA RETE DI ACCOGLIENZA È ANDATA UNA PARTE MINIMA; LA PARTE DI GRAN
LUNGA MAGGIORE È SERVITA A RISTRUTTURARE CHIESE E LUOGHI DI CULTO, UN
PATRIMONIO ARTISTICO CHE VA A VANTAGGIO DI TUTTA L'ITALIA.

L'OSPEDALE BAMBIN GESÙ DI ROMA RICEVE FINANZIAMENTI DALLO STATO E DALLA
REGIONE LAZIO, SENZA CHE ESSI POSSANO RIVEDERE GLI ACCORDI PERCHÉ OGNI
MODIFICA DEVE ESSERE TRATTATA DIRETTAMENTE DAL MINISTRO DEGLI ESTERI CON
IL VATICANO.
17.OSPEDALI
TRA BAMBIN GESÙ E REGIONE LAZIO ESISTE UNA NORMALE CONVENZIONE
BILATERALE, CON PRECISI DIRITTI E DOVERI, CHE VIENE RIVISTA PERIODICAMENTE


Ultima modifica di spe salvi il Dom 25 Mag 2008, 23:25, modificato 1 volta

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Sant’Agostino: “Ti riesca sempre sgradito ciò che sei, se vuoi giungere a ciò che non sei ancora. Infatti là dove ti senti bene, ti fermi; e dici addirittura: basta così, e così sprofondi. Aggiungi continuamente, cammina sempre, procedi in avanti di continuo: non fermarti lungo il cammino, non voltarti, non deviare. Resta indietro chi non avanza(...)Devia dal cammino chi devia dalla fede. Meglio uno storpio sul cammino, che un corridore fuori strada.”
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LA PREFAZIONE - La Questua

Messaggio Da spe salvi il Dom 25 Mag 2008, 23:22

da Avvenire 23/05/2008
Ezio Mauro dà l’«imprimatur» a pagine di ostinato monologo

« La questua» gode dell’imprimatur di Ezio Mauro, direttore di «Repubblica», che firma un’introduzione dal titolo «Le ragioni di un’inchiesta». Mauro sembra rimproverare alla Chiesa cattolica una sorta di deficit di democrazia e la solita ingerenza. Parla della «difficoltà del cattolicesimo a farsi 'parte', ad andare in minoranza insieme con i suoi valori nel libero gioco democratico», accettando «il principio secondo cui in democrazia tutte le verità sono parziali». Mauro sembra riprendere i temi che furono al centro di uno scambio di editoriali con Dino Boffo, direttore di «Avvenire», nell’inverno scorso. L’accusa di scarso senso democratico cozza violentemente con la storia del movimento cattolico del Novecento.

Proprio nel nome della democrazia Boffo rivendicava il diritto dei cattolici di esprimere liberamente il proprio parere su tutto, partecipando al libero e democratico dibattito. Senza dover chiedere permessi speciali a nessuno. E augurandosi che gli ossessivi monologhi di «Repubblica» potessero tramutarsi in dialogo, fondato sulla stima e sulla verità dei fatti.



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Da Augias a «Primapagina» c’è aria di anticlericalismo

Messaggio Da spe salvi il Dom 25 Mag 2008, 23:42


l libro di Curzio Maltese non è un caso isolato ma la punta avanzata di un’offensiva anticlericale più vasta.
Mercoledì, ad esempio, era Corrado Augias a scendere in appoggio al collega Maltese su «Repubblica». La sua risposta a due lettori non era che un copia-incolla dal libro stesso, citato in modo esplicito: nient’altro che uno spot.

Sul versante radiofonico lo scorso 3 maggio Lucio, un ascoltatore di Radio3, si rivolgeva così a Sergio Romano, conduttore di «Primapagina»: «Non abbiamo saputo nulla sul bilancio del Vaticano. Ora, noi al Vaticano diamo l’equivalente di una mezza Finanziaria tutti gli anni, e noi credenti non abbiamo nessuna possibilità di sapere come vengano spesi questi soldi». Sarà una coincidenza, ma l’espressione testuale «mezza Finanziaria», la storia del Vaticano e la mancanza di trasparenza sono tutti copia­incolla dalla prima puntata dell’inchiesta di Maltese («Repubblica», 28 settembre 2007).

Sergio Romano nella sua risposta ridimensionò la «mezza Finanziaria» ma sembrò avallare la destinazione vaticana dell’otto per mille. In seguito si sarebbe corretto sia la mattina successiva, leggendo «Avvenire», sia rispondendo a un lettore sul «Corriere della sera». Non sono moltissimi, ma si fanno vicendevolmente coraggio.



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Una «Questua» rimasta a secco - I «soldi della Chiesa»: le tesi infondate del libro di Curzio Maltese

Messaggio Da spe salvi il Dom 25 Mag 2008, 23:46


DI UMBERTO FOLENA

Da che parte cominciare a smon­tare "La questua. Quanto costa la Chiesa agli italiani", il libro del giornalista di Repubblica Curzio Malte­se appena giunto in libreria? Ma dall’i­nizio, e dall’equivoco di fondo che Mal­tese non nasconde, anzi dichiara aper­tamente. La confusione tra Vaticano e Santa Sede di qua, Chiesa italiana e Cei di là. A pagina 31 sbotta: signori, è la stessa zuppa ed è vano perderci tempo. «Una volta scartati il politicamente cor­retto e il cattolicamente corretto, mi so­no concentrato su quello di cui finan­che l’autore capiva il senso: il costo del­la Chiesa, una e trina». In realtà la cor­rettezza non c’entra. Maltese ha biso­gno di confondere Santa Sede e Cei per­ché il mirino è puntato sull’otto per mil­le, che va alla Cei ma che ai lettori va fatto credere vada al Vaticano, insi­nuando l’idea che la distinzione sia un cavillo, una pura formalità. Invece è so­stanza.

Un libro a tesi Altra tesi iniziale: la percentuale degli i­taliani che vanno a Messa (circa un ter­zo della popolazione) e di quanti fir­mano per l’otto per mille a favore della Chiesa cattolica coincide. Si tratta in­somma delle stesse persone. Sbagliato, e lo dicono i numeri. Primo, il confron­to è tra gruppi non omogenei: di qua tutti gli italiani, di là i soli contribuenti. Secondo, a firmare è più del 40% dei contribuenti, ma mal distribuiti: sono il 61,3% di coloro che sono costretti a pre­sentare la dichiarazione (730 o Unico) e una percentuale davvero minima di chi non è obbligato, per lo più pensio­nati, che invece sono in larga misura praticanti. Un bel pasticcio. Scrive Mal­tese che questi italiani «dichiarano di andare a messa e di essere influenzati nel voto dall’opinione del papa e dei ve­scovi ». Quale sia la fonte non si sa, ma che un italiano, credente o miscreden­te, ammetta di essere «influenzato» ha dell’incredibile.

Per Ruini bastava Google Da pagina 36 in poi, Maltese si avven­tura in brevi cenni di storia recente del­la Chiesa che farebbero sorridere un re­dattore di Topolino. Parla di «fronte pas­satista » che si oppone alle «aperture del­la Chiesa conciliare». I 27 anni di Papa Wojtyla sono così riassunti: «I risultati concreti del pontificato di Giovanni Paolo II sono il ritorno alla Chiesa pre­conciliare, l’alleanza privilegiata con le forze tradizionaliste e la progressiva ri­duzione, fino all’estinzione, del dissen­so cattolico». Fine. Non si può dire che manchi di sintesi. E Camillo Ruini? Sa­rebbe bastato Google per evitare scioc­chezze del genere: «Quando Giovanni Paolo II lo chiama a Roma da Reggio E­milia, Ruini è un giovane vescovo noto alle cronache solo per aver celebrato il matrimonio di Flavia Franzoni e Ro­mano Prodi». Le cronache di Eva Ex­press,
forse. Com’è arcinoto, Ruini, già stimato docente di teologia dommati­ca a Bologna, si fa apprezzare in parti­colare come vicepresidente del Comi­tato preparatorio del Convegno eccle­siale di Loreto (1985), dove ricopre un ruolo di primo piano.

Il prete, una 'casta' da 853 euro al mese Capitolo otto per mille. Ruini, assicura Maltese, ha «l’ultima parola su ogni sin­gola spesa». In un’inchiesta seria ti a- spetteresti una descrizione del sistema, di come è 'composta' la remunerazio­ne di preti e vescovi, di chi decide la de­stinazione degli aiuti all’estero... Nulla di nulla. Sembra una dittatura, con i ve­scovi a capo chino succubi dei capricci del presidente. In realtà i criteri di di­stribuzione sono oggettivi e Maltese de­ve averli letti o su Avvenire o nei siti del­la Cei, di cui finalmente pare essersi ac­corto. I preti italiani, ovunque prestino servizio pastorale (anche i fidei donum
all’estero), ricevono la stessa remune­razione, a partire da 853 euro netti men­sili; idem i vescovi, che alla soglia della pensione ne ricevono 1.309. Non sono cifre segrete. Maltese pubblica la re­munerazione dei pastori valdesi (650 euro): perché non quella dei preti cat­tolici? Forse perché è così bassa da non essere minimamente riconducibile ai «privilegi di una casta»? Criteri oggetti­vi, dicevamo. La quota assegnata alle singole diocesi viene divisa per metà in parti uguali, per l’altra metà in base al numero di abitanti. Per l’estero, un ap­posito Comitato riceve le richieste e provvede alle assegnazioni. È tutto co­sì misterioso che l’elenco dettagliato dei primi 6.275 interventi è stato pubblica­to nella primavera del 2005 in un volu­me di 386 pagine, Dalla parola alle o­pere. 15 anni di testimonianze del Van­gelo della carità nel Terzo Mondo, con u­na ricca documentazione fotografica e alcuni saggi introduttivi. Il libro è stato presentato ai giornalisti in una confe­renza stampa. Escluse le testate d’ispi­razione cattolica, nessuno ne ha scrit­to niente. E quasi niente, quindi, ne ha saputo chi non legge la stampa d’ispi­razione cattolica. Si può consultare il volume online nel sito www.chiesacat­tolica.it/sictm.

Chi vota e chi no Il sistema dell’otto per mille, scrive Mal­tese, non è democratico. In realtà è il primo caso di democrazia diretta ap­plicata al sistema fiscale. Non c’è nulla di automatico, la Chiesa non ha alcuna garanzia – per dire: nessun minimo ga­rantito – e dipende completamente dal­la volontà degli italiani, che oggi firma­no a suo favore, domani chissà. E gli a­stenuti? In gran parte sono contribuenti non tenuti a presentare la dichiarazio­ne, costretti a compiere alcune opera­zioni complesse per far valere la pro­pria firma. È inevitabile che molti, spe­cialmente se anziani, se ne dimentichi­no o rinuncino; ed è un peccato pro­prio per la democrazia. Degli altri, due terzi firmano. Il meccanismo è analogo a quello di una votazione. Se per il Par­lamento vota l’80% degli elettori, non per questo il 20% dei seggi rimane non assegnato. Chi si astiene si rimette alla volontà di chi partecipa. In effetti non si firma per il proprio otto per mille, ma per l’otto per mille complessivo, di tut­ti. A Maltese scappano queste precisa­zioni, tutt’altro che irrilevanti.

Spot pieni zeppi di preti Otto per mille e comunicazione. Mal­tese dà i numeri. Negli spot, scrive, le due voci – carità in Italia e nel Terzo Mondo – occupano il 90% dei messag­gi, mentre assorbono solo il 20% del­l’otto per mille. Controlliamo. Nel sito www.8xmille.it è possibile vedere ben 47 spot, con relativo documentario, de­gli ultimi anni, così distribuiti: carità I­talia 20, carità estero 15, preti 6, culto 6. La carità occupa meno del 90%. Ma ba­sterebbe guardare quegli spot per sco­prire che tra i protagonisti ci sono sem­pre dei preti, che spesso costruiscono chiese, oratori, scuole, officine... Una divisione netta per destinazioni è as­surda. Tutti i preti italiani sono impe­gnati, chi più chi meno, sul versante del­la carità; tutti i parroci custodiscono luoghi di culto.

La parola 'colletta' dice niente? E le offerte per il clero, quelle deducibi­li? Maltese ironizza: se dipendesse dai fedeli, il clero morirebbe di fame. Ma come si fa a ignorare che la forma ordi­naria, normale, di contribuzione alle e­sigenze del parroco e della parrocchia è l’offerta fatta durante la Messa dome­nicale, o direttamente al parroco in tan­te occasioni, a cominciare dalla bene­dizione delle famiglie? È la forma ordi­naria indicata anche dal documento
Sovvenire alle necessità della Chiesa del 1988, che fonda l’intero sistema e che Maltese non cita mai. E viene il dubbio se sappia che esiste.

Ricevere per poter donare Con dispiacere ritroviamo nel libro un’aspra dichiarazione attribuita alla moderatrice della Tavola Valdese, Ma­ria Bonafede: «I soldi dell’otto per mil­le arrivano dalla società ed è lì che de­vono tornare. Se una Chiesa non riesce a mantenersi con le libere offerte, è se­gno che Dio non vuole farla sopravvi­vere ». Che cosa Dio voglia o non voglia siamo convinti non lo possa stabilire con tanta certezza nessuno, cattolico o valdese che sia. E i soldi tornano asso­lutamente tutti a quegli italiani che li affidano alla Chiesa. Tornano sotto for­ma di tempo dedicato a loro, di servizi, di strutture educative, formative, sani­tarie e sportive, di luoghi in cui prega­re. Altro che casta. Nulla serve a co­struire personali carriere. Chiunque ab­bia un’esperienza anche superficiale di Chiesa – cattolica o valdese – lo sa.

Il fantasma di Luciano Moggi Un capitolo a parte merita una notizia, falsa, in fondo marginale. Ma serve a comprendere come sia stata costruita l’inchiesta. Maltese, nonostante le smentite, insiste: il 27 agosto, sul volo Mistral da Roma a Lourdes, al pellegri­naggio dell’Orp, con il cardinale Ruini c’era anche «l’invitato Luciano Moggi». Moggi non c’era, andò a Lourdes per i fatti suoi come privato cittadino. Mal­tese ci ha letti, infatti corregge un det­taglio (Boeing 737-300, non 707-200). Ma insiste: la fonte è il «blog di papa Ratzinger, ufficioso ma benedetto dal Santo Padre». Papa Ratzinger ha un suo blog? Una rapida indagine. In effetti e­siste un «Papa Ratzinger blog», tenuto da una fedele cattolica, che però sotto la testata si affretta a precisare: «Si trat­ta di una iniziativa personale che non ha alcun riconoscimento ufficiale » . Dov’è la «benedizione»? Il sito si limita a riprodurre quattro articoli del 28 ago­sto 2007 relativi al volo Mistral. Uno so­lo, dell’Eco di Bergamo, tira in ballo Moggi. Gli altri tre no. Uno è anonimo. Uno è del Giornale. L’ultimo, sorpresa, è di Orazio la Rocca di Repubblica. Non ci sono né Moggi né il rettore della La­teranense che avrebbe benedetto il viaggio. Maltese farà bene a mettersi d’accordo con il collega. Se non basta, potrà leggersi la cronaca di Virginia Pic­colillo dell’autorevole Corriere della se­ra:
Moggi era mescolato tra migliaia di pellegrini, nella basilica a Lourdes, mentre Ruini celebrava. Tutto qui. Grande giornalismo d’inchiesta, dav­vero.

Demolite le chiese A un certo punto Maltese stigmatizza l’eccesso di spese per tante chiese e chiesine italiane, e sembra elogiare la Francia, che le chiese «inutili» le demo­lisce. Maltese trascura un dettaglio che certo non può ignorare: lo Stato fran­cese è proprietario di tutti gli edifici di culto costruiti prima del 1905. Sono suoi, quindi se li può restaurare (a sue spese) o demolire. E la carità? Merce di scambio tra lo Stato e una Chiesa a cui è delegato il 'lavoro sporco'. Tutto qua. E comunque, «non bisogna dimentica­re che per la dottrina cattolica e per la musulmana l’azione sociale è secon­daria rispetto all’indottrinamento» (pa­gina 136). Servono ulteriori commenti?


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Inchiesta ambiziosa ma sbilanciata

Messaggio Da spe salvi il Dom 25 Mag 2008, 23:49

sempre da Avvenire 23/05/2008

Era stata un’inchiesta ambiziosa: 7 puntate per un totale di 15 pagine nella sezione R2 di
Repubblica, diluite nell’arco di quasi tre mesi, dal 28 settembre al 17 dicembre scorsi. Ambizione pari agli errori clamorosi, alle notizie inventate di sana pianta e alle strategiche omissioni, tutto puntualmente messo in rilievo in cinque pagine di
Avvenire. Autore dell’affondo Curzio Maltese, con la collaborazione di due leader radicali: Carlo Pontesilli, fiscalista «esperto di privilegi ecclesiastici» (testuale), e Maurizio Turco, vicario del Partito radicale nonviolento transnazionale transpartito e segretario dell’associazione www.anticlericale.net.
Da una settimana l’inchiesta è raccolta in un volume edito da Feltrinelli dal titolo La questua.
L’assonanza con il fortunato La casta è casuale? Non si direbbe, stando a quanto leggiamo a pagina 29: «Si tratta di un 'do ut des' fra due caste, quella dei politici e quella ecclesiastica, che passa sulla testa dei cittadini. Gli italiani spendono per mantenere la Chiesa più di quanto spendano per mantenere l’odiato ceto politico. Ma non lo sanno». Per i distratti, a pagina 38 replica: «Non so se si possa parlare di una 'casta ecclesiastica' parassitaria come la 'casta politica' (...). Ma un dato almeno è certo: il costo della Chiesa cattolica per i contribuenti italiani è superiore al costo della politica. Ed è governato da un sistema di finanziamento ancora meno democratico». E questa è precisamente la tesi alla quale Maltese piega e adatta la realtà.
Le 172 pagine (scritte larghe e in grande) ripropongono quasi integralmente l’inchiesta, con alcune aggiunte sulla vicenda istruttiva della mancata visita del Papa all’Università La Sapienza e sulla caduta del governo Prodi, esito di un complotto ecclesiastico. Quasi. Maltese ha infatti l’accortezza di tagliare alcuni degli svarioni e delle invenzioni della sua inchiesta, da noi smascherati, che però non ebbero alcuna rettifica su Repubblica.
In questo modo, i lettori del quotidiano sono ancora convinti che la Chiesa tenga nascosti quei rendiconti che in realtà pubblicava anche sulla stessa Repubblica – l’infortunio ha un suo pregevole risvolto comico – o che l’Abbazia di Chiaravalle alle porte di Milano sia effettivamente un albergo di lusso a 300 euro a notte, mentre invece è una normale, splendida abbazia, come ogni abbazia dotata di una sobria foresteria a 30 euro al dì, pensione completa, trattabili. O, ancora, che nei rapporti tra l’ospedale Bambin Gesù di Roma e la Regione Lazio ci sia qualcosa di losco. Nel volume questi clamorosi infortuni scompaiono, senza nessun ringraziamento per la nostra accurata e meritoria opera di editing: quale ingratitudine. Per la cronaca, nella pagina qui accanto proponiamo una tabella riassuntiva dei principali errori dell’inchiesta, nella stragrande maggioranza ripetuti pari pari nel volume.
Il libro, proprio per il suo carattere spiccatamente di parte e le sue approssimazioni (soprattutto citazioni virgolettate senza indicazione della fonte, con il chi ma senza il dove e il quando), finirà per convincere chi è già convinto – gli anticlericali militanti –, e per irritare quanti – cattolici disponibili al dialogo, più o meno praticanti – non si riconosceranno nella caricatura di Chiesa messa in scena da Maltese. Il rischio è che il libro alimenti non la stima, o almeno la curiosità reciproca, condizione necessaria per un incontro costruttivo, ma il sospetto e l’inimicizia.
Il nodo è sempre il solito: di tutto, assolutamente di tutto si può discutere liberamente, anche di Chiesa e denaro, a tutto vantaggio del gioco democratico. Ciò che non si può fare è spargere falsità e mezze verità, che quel gioco democratico lo alterano. Le inchieste fanno bene se sono fatte bene. Altrimenti vanno chiamate con il loro vero nome: propaganda. (U.Fo.)


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Re: Facciamo i conti in tasca alla Chiesa Cattolica

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