Lettera per la Visita Pastorale 2007-2010

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Lettera per la Visita Pastorale 2007-2010

Messaggio Da spe salvi il Gio 10 Apr 2008, 01:15

Cari Fratelli e Sorelle,
la pace del Signore sia con voi!


Vengo a bussare alla porta del vostro cuore per portarvi una notizia: la Visita Pastorale alle Comunità Cristiane della nostra Diocesi. Visitare la sua Chiesa nelle diverse Comunità parrocchiali e nelle molteplici espressioni ecclesiali è un preciso dovere del Vescovo, ma anche suo desiderio e sua gioia: il desiderio e la gioia del Pastore che incontra il suo Popolo.

Lo scopo della Visita

La Visita non è anzitutto una manifestazione esterna, ma piuttosto un evento che riflette l'amore e la sollecitudine di Gesù, Buon Pastore. Nessuno è escluso: Egli vede le luci e le ombre dei cuori, ma il suo amore è più grande e più forte di tutto.

Con semplicità e quasi con trepidazione desidero in qualche modo ripetere i gesti di Cristo Risorto sulla via di Emmaus (cfr Lc 24). Lì troviamo, quasi elencati, gli scopi della Visita:

-  anch'io desidero affiancarmi al cammino quotidiano delle vostre comunità per ascoltare le gioie e i turbamenti, le speranze e i problemi della vostra vita di uomini e di credenti. Cercherò di capire meglio la ricca umanità e l'intensa fede che ho riscoperto nella Chiesa che è in Genova;

-  anch'io come Gesù desidero spiegare le Sacre Scritture che danno significato alle vicende umane e le aprono alla prospettiva della vita eterna: la morte non è l'ultima parola sull'uomo e sul mondo. Soprattutto, sento che abbiamo tutti bisogno di riscoprire la centralità e la grandezza della Croce gloriosa, porta del Cielo e cuore della fede cristiana;

-  anch'io desidero spezzare con voi il Pane Eucaristico. L'Eucaristia, Gesù vivo e vero, è il centro e il culmine della vita cristiana e della Comunità. Gli altri sacramenti, la preghiera liturgica, personale e familiare, la carità fraterna, la solidarietà... tutto trova nel Mistero Eucaristico la sorgente, il modello, la forza;

-  anch'io desidero rafforzare in tutti l'amore e il senso di appartenenza alla Chiesa che è nostra maestra e madre. Sono certo che crescerà la comunione ecclesiale che rende visibile il volto di Cristo. Se i cristiani non si vogliono bene nella fede, nel perdono reciproco, nella pazienza, nell'aiuto fraterno, nel servizio ai poveri e ai deboli, nella partecipazione attiva alla vita della Comunità... come potrà manifestarsi il volto di Dio che è Amore? L'appartenenza ecclesiale, inoltre, si manifesta necessariamente anche nella concreta e organizzata collaborazione con le altre Parrocchie e realtà ecclesiali, specialmente nel proprio Vicariato;

-  anch'io, infine, desidero ravvivare in voi la gioia e lo slancio della missione. Il Vangelo è il dono più grande che abbiamo ricevuto: non possiamo tenerlo solo per noi. Con le parole e le opere dobbiamo annunciare a tutti che Gesù è il Figlio di Dio, il Salvatore morto e risorto per noi, la vera e unica speranza per il mondo. La vita cristiana è impegnativa e bella, è responsabilità e gioia. I cristiani desiderano che questa grazia si espanda e si moltiplichi condividendola con tutti. Si impegnano perché la società ne sia illuminata.

Nella vita quotidiana

Il Vescovo intende fare tutto questo dedicando una settimana per ognuno dei 26 Vicariati della Diocesi (che raccolgono le 278 Parrocchie), inserendosi nella vita ordinaria delle Comunità. Ci saranno incontri dedicati alle singole Parrocchie e altri di Vicariato. La Visita vuole riservare momenti particolari alle famiglie, ai ragazzi e ai giovani, ai malati, agli operatori pastorali, alle Comunità religiose... seguendo il Programma che ogni Vicariato avrà predisposto tenendo conto della propria realtà.

Con la Celebrazione Eucaristica di Domenica 30 settembre 2007 alle ore 15.30 in Cattedrale, vi sarà l'«Indizione della Sacra Visita». Vi aspetto per consegnare questo tempo a Cristo Gesù e per metterlo nel cuore di Maria, Regina di Genova e nostra celeste Guardiana.

Con l'aiuto di Dio, comincerò la Visita il prossimo mese di novembre. Avendo programmato di raggiungere ogni anno nove Vicariati, la Visita Pastorale potrà concludersi nel 2010. Chiedo ad ogni Comunità – anche se dovrà attendere gli anni successivi o se avrà già ricevuto la Visita – di sentirsi sempre legata a coloro che la stanno vivendo. Come sapete, la Chiesa è mistero di comunione: non si può vivere da soli. È Gesù che vuole che camminiamo uniti in un unico vincolo «affettivo» – cioè animati dalla stessa fede e dall'amore reciproco – e in un vincolo «effettivo», fatto cioè di mete e indirizzi comuni e solidali.

Prepararsi nella preghiera

L'efficacia della Visita Pastorale nasce dalla grazia di Dio che è l'Artefice di ogni bene, visibile e invisibile. Per questo dobbiamo pregare!

La presenza e le parole del Vescovo non arriveranno con frutto al cuore dei singoli e delle Comunità se il Signore non effonde il suo Spirito.

Per questo la preghiera è il primo impegno di ogni Comunità, che deve pregare per sé e per le altre. In particolare chiedo la preghiera delle mamme con i loro bambini; la preghiera degli anziani, malati, infermi; la preghiera dei Monasteri di clausura. La loro supplica è particolarmente cara ed efficace presso il cuore di Dio e della Santa Vergine.

A tutti consegno la preghiera per la Visita Pastorale perché sia pregata con fede.

Mentre vi ringrazio per avermi accolto con questa Lettera nella vostra benevola attenzione, auguro a tutti il grande dono della serenità e della pace e vi saluto con le parole dell'Apostolo Paolo: «Fratelli, state lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi. (...) La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2 Cor 13, 11.13).

In attesa di incontrarvi, con affetto vi benedico.


Genova 15 agosto 2007
Solennità dell'Assunzione
della Beata Vergine Maria


+ Angelo Bagnasco
Arcivescovo Metropolita di Genova

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Sant’Agostino: “Ti riesca sempre sgradito ciò che sei, se vuoi giungere a ciò che non sei ancora. Infatti là dove ti senti bene, ti fermi; e dici addirittura: basta così, e così sprofondi. Aggiungi continuamente, cammina sempre, procedi in avanti di continuo: non fermarti lungo il cammino, non voltarti, non deviare. Resta indietro chi non avanza(...)Devia dal cammino chi devia dalla fede. Meglio uno storpio sul cammino, che un corridore fuori strada.”
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