Benedetto XVI visiterà Savona e Genova il 17 e 18 maggio
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Benedetto XVI visiterà Savona e Genova il 17 e 18 maggio
il programma
IN PIAZZA MATTEOTTI L’ABBRACCIO DEI GIOVANI
IN PIAZZA MATTEOTTI L’ABBRACCIO DEI GIOVANI
A Savona la prima tappa, poi la notte al Santuario della Guardia. In piazza della Vittoria
si terrà la Messa conclusiva
DA GENOVA Nel corso della conferenza stampa che si è svolta ieri pomeriggio presso la Curia di Genova , l’arcivescovo della città, il cardinale Angelo BAGNASCO, ha comunicato il programma definitivo della visita di Benedetto XVI. Secondo quanto anticipato dal porporato, il Papa arriverà nel capoluogo ligure sabato 17 maggio alle 16,20 all’aeroporto «Colombo» da dove, insieme al cardinale Angelo BAGNASCO, ripartirà subito per recarsi a Savona. Alle 16.45 giungerà al Santuario della Madonna di Misericordia per pregare nella cripta. Quindi, con la papamobile sarà condotto nella città dobe, alle 17,45 in piazza del Popolo, celebrerà la Messa. Dopo l’Eucaristia andrà in vescovado per visitare gli appartamenti di Pio VII e la Cattedrale quindi, attraversando il centro ottocentesco, giungerà nella vecchia darsena per riprendere l’elicottero che alle 20,45 lo porterà da Savona a Ceranesi, nell’entroterra genovese, al Santuario di Nostra Signora della Guardia, dove pernotterà. Qui Benedetto XVI sarà accolto dal vescovo ausiliare di Genova , Luigi Ernesto PALLETTI, da un rappresentante del governo, dall’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, dal presidente della Regione, dal prefetto, dal sindaco e dal presidente della provincia. Domenica mattina 18 maggio sempre a Genova , il Papa visiterà in forma privata il Santuario per poi recarsi in elicottero all’ospedale pediatrico «Gaslini » dove, nel piazzale della cappella, incontrerà medici, infermieri, piccoli ricoverati e i loro genitori. Prima di congedarsi, il Papa attraverserà in auto i viali dell’istituto per salutare coloro che non potranno essere presenti sul piazzale nel quale il Papa sarà salutato dal sindaco di Genova , Marta Vincenzi e dal commissario straordinario del-l’istituto, Vincenzo Lorenzelli. Al termine, si recherà in auto in piazza Matteotti per l’incontro con i giovani della diocesi. Dopo il discorso ai ragazzi, Benedetto XVI reciterà l’Angelus e quindi nella Cattedrale di San Lorenzo, saluterà i membri del Capitolo, i religiosi e le religiose e si tratterrà in un momento di preghiera sulla tomba del cardinale Giuseppe Siri. Nel pomeriggio, dopo il pranzo con i vescovi liguri, Benedetto XVI si recherà in piazza della Vittoria dove alle 16,30 presiederà la solenne concelebrazione eucaristica. Intorno alle 19 la partenza dall’aeroporto «Colombo» dove il Papa riceverà il saluto dalle autorità.
si terrà la Messa conclusiva
DA GENOVA Nel corso della conferenza stampa che si è svolta ieri pomeriggio presso la Curia di Genova , l’arcivescovo della città, il cardinale Angelo BAGNASCO, ha comunicato il programma definitivo della visita di Benedetto XVI. Secondo quanto anticipato dal porporato, il Papa arriverà nel capoluogo ligure sabato 17 maggio alle 16,20 all’aeroporto «Colombo» da dove, insieme al cardinale Angelo BAGNASCO, ripartirà subito per recarsi a Savona. Alle 16.45 giungerà al Santuario della Madonna di Misericordia per pregare nella cripta. Quindi, con la papamobile sarà condotto nella città dobe, alle 17,45 in piazza del Popolo, celebrerà la Messa. Dopo l’Eucaristia andrà in vescovado per visitare gli appartamenti di Pio VII e la Cattedrale quindi, attraversando il centro ottocentesco, giungerà nella vecchia darsena per riprendere l’elicottero che alle 20,45 lo porterà da Savona a Ceranesi, nell’entroterra genovese, al Santuario di Nostra Signora della Guardia, dove pernotterà. Qui Benedetto XVI sarà accolto dal vescovo ausiliare di Genova , Luigi Ernesto PALLETTI, da un rappresentante del governo, dall’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, dal presidente della Regione, dal prefetto, dal sindaco e dal presidente della provincia. Domenica mattina 18 maggio sempre a Genova , il Papa visiterà in forma privata il Santuario per poi recarsi in elicottero all’ospedale pediatrico «Gaslini » dove, nel piazzale della cappella, incontrerà medici, infermieri, piccoli ricoverati e i loro genitori. Prima di congedarsi, il Papa attraverserà in auto i viali dell’istituto per salutare coloro che non potranno essere presenti sul piazzale nel quale il Papa sarà salutato dal sindaco di Genova , Marta Vincenzi e dal commissario straordinario del-l’istituto, Vincenzo Lorenzelli. Al termine, si recherà in auto in piazza Matteotti per l’incontro con i giovani della diocesi. Dopo il discorso ai ragazzi, Benedetto XVI reciterà l’Angelus e quindi nella Cattedrale di San Lorenzo, saluterà i membri del Capitolo, i religiosi e le religiose e si tratterrà in un momento di preghiera sulla tomba del cardinale Giuseppe Siri. Nel pomeriggio, dopo il pranzo con i vescovi liguri, Benedetto XVI si recherà in piazza della Vittoria dove alle 16,30 presiederà la solenne concelebrazione eucaristica. Intorno alle 19 la partenza dall’aeroporto «Colombo» dove il Papa riceverà il saluto dalle autorità.
ADRIANO TORTI - da Avvenire
Fedele al Papa
Da Avvenire del 18 aprile
«IL PAPA A GENOVA UN INNO ALLA VITA»
Ieri la presentazione della visita che Benedetto XVI compirà nel capoluogo ligure il 17 e 18 maggio prossimi
Bagnasco: un colpo d’ala per la nostra diocesi e la città
Bagnasco: un colpo d’ala per la nostra diocesi e la città
DAL NOSTRO INVIATO A GENOVA «Un colpo d’ala per la Chiesa diocesana, un motivo di festa per i cittadini tutti». Così, con una sintesi che fatica a contenere l’entusiasmo, il cardinale arcivescovo di Genova , Angelo BAGNASCO, presidente della Cei, presenta ai giornalisti la prossima visita di Benedetto XVI, fissata al 17 e al 18 maggio dietro l’invito formulato in prima istanza dall’allora arcivescovo di Genova il cardinale Tarcisio BERTONE, oggi segretario di Stato, e successivamente dallo stesso BAGNASCO. Dunque, la visita si profila come un colpo d’ala, una nuova occasione di ascesi e di iniziative anche molto concrete per i fedeli già sospinti e sostenuti dalle precedenti visite papali a Genova : quelle di Giovanni Paolo II nel 1985 e nel 1990. Come osserva il cardinale BAGNASCO, questa visita al pari delle precedenti è motivo di gaudio perché il successore di Pietro è il maestro universale, il maestro autentico di quella fede che va confermata nel popolo di Dio, secondo l’esempio e il mandato petrino. Un compito altissimo e non sempre agevole, come sappiamo, nella società contemporanea, ma che può trovare un campo ideale nelle città di Genova che, ricorda sempre il cardinale arcivescovo, ha una lunga e confortante storia di concretezza e di laboriosità, tramate da una fede secolare. Il pellegrinaggio di Benedetto XVI, ovvero un evento di grazia, durante il quale, e tra l’altro, l’appartenenza alla Chiesa si rafforza nell’amore, muoverà all’insegna della vita, della sua sacralità e della sua indisponibilità, come dell’accoglienza che le va riservata anche nelle condizioni più difficili. È anche per questo motivo che il Papa farà tappa prima al santuario della Madonna della Guardia, simbolo per eccellenza della maternità amorosa e protettrice, poi all’ospedale pediatrico «Giannina Gaslini», dove è previsto un incontro, certamente toccante, con il personale sanitario e, soprattutto, con i bambini ricoverati e i loro genitori. Successivamente, e sempre in tema, seguirà in Cattedrale l’incontro con la vita consacrata, emblema di scelte esistenziali definitive, e della radicalità di quelle scelte attraverso i voti. Ma il senso del pellegrinaggio, che il cardinale arcivescovo ama definire un potente «inno alla vita», non si esaurisce qui. Il cardinale Angelo BAGNASCO, anche per fare memoria della visita papale, incoraggia due iniziative a sostegno dell’accoglienza alla vita: la prima consiste nel Centro di aiuto, appunto, alla vita, di Genova , rivolto alle madri e alle coppie in difficoltà per una gravidanza, un centro che offre aiuti concreti, dall’alloggio all’alimentazione e a tutte le altre necessità pratiche. Va ricordato che annualmente sono state aiutate una media di 350 madri. La seconda iniziativa che va incoraggiata, e che dalla visita del Papa riceverà certamente nuovo sostegno, sta nell’«Abbraccio di don Orione», una casa di accoglienza per neonati, promossa dalle suore orionine: in essa verranno ospitati i neonati posti sotto la tutela del tribunale dei minori, abbandonati o sottratti alla famiglia non in grado di garantirne l’assistenza. Questo nell’attesa che i neonati siano dati in adozione o in affidamento. Tutto ciò, ha commentato l’arcivescovo, servirà ad alimentare il fuoco della carità, da sempre presente e vivace in Genova . Ma contribuirà anche, con il forte sostegno del pellegrinaggio papale, ad intensificare la vita spirituale dell’intera diocesi. In tale quadro si richiede, per così dire, un supplemento di preghiera, durante la visita stessa e nella sua attesa. «È necessario – sottolinea BAGNASCO – pregare insieme, soprattutto con l’adorazione eucaristica».
ELIO MARAONE
ELIO MARAONE
Fedele al Papa
Massima allerta per la visita del Papa
Purtroppo i rompiscatole sono sempre in agguato. Posto un articolo fonte Secolo XIX. In fondo c'è il link. Se non sapete che cosa fare, provate a inserire un commento nel sito del Secolo XIX (anche qui!!!). Ne ho letto qualcuno, sono quasi tutti anticlericali: ma possibile che noi cattolici non ci facciamo mai sentire? E la visitadel Cardinale a Pieve, e la visita del Santo Padre... Ma... abbiamo subìto una castrazione di massa?! O ci siamo già estinti? Ovviamente la notizia l'ho commentata, se quei corretti del Secolo XIX pubblicano il mio scritto!!
Scende a cascata dal Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero degli Interni al comando generale dell’Arma dei Carabinieri, al coordinamento nazionale delle polizie municipali, e giù giù fino a Genova, fino a Digos e Ros che si stanno preparando a vegliare sulla sicurezza di Benedetto XVI. È un allarme contenuto nella costruzione dettagliata di uno scenario plausibile, che proprio in queste ore sta evolvendo. Un parallelismo preoccupante, che salta agli occhi anche dei non addetti ai lavori, tra la situazione socio-politica del 2001 e quella di oggi: il governo Berlusconi (oggi come allora) da poco insediato; Genova sede del primo grande evento della legislatura e palcoscenico mediatico di prima grandezza; i fermenti in una sinistra radicale che da qualche settimana, addirittura, non trova più sfogo in Parlamento. Qualcosa di più di sensazioni impalpabili se alcuni canali istituzionali, ad esempio, si stanno muovendo per sollecitare commercianti ed imprese assicurative a pensare al futuro, a quei due giorni - il 17 a Savona e il 18 a Genova - che potrebbero segnare la Liguria. Come accadde per il G8, luglio 2001.
Ma nel pomeriggio il Prefetto di Genova, Annamaria Cancellieri, getta acqua sul fuoco mentre (a una settimana dall’evento) la macchina organizzativa tenta di abbassare i toni, diffondere segnali di pace. «Non è proprio il caso - ha dichiarato Annamaria Cancellieri- di creare allarmismi. Non ci sono elementi che destino particolare apprensione. Sono convinta che Genova risponderà al meglio alla visita del Papa».
Tuttavia i problemi non mancano: dal numero dei pass per assistere agli eventi genovesi di piazza Matteotti e piazza della Vittoria (largamente inferiori alle richieste) fino allo spettro del maltempo: se malauguratamente un ritorno di inverno dovesse rendere impossibile il trasferimento in elicottero dei Benedetto XVI da Savona alla Guardia, infatti, il piano di spostamento alternativo prevederebbe la chiusura temporanea dell’autostrada per il tempo necessario al passaggio del corteo papale, con conseguenze immaginabile per l’ordinario traffico di un sabato sera: una eventualità alla quale gli organizzatori non vogliono nemmeno pensare.
L’attenzione alla sicurezza è massima e il problema non è solo l’eventuale contestazione del movimento antagonista. Il prefetto ha ribadito che le aree interdette al traffico veicolare, intorno alle zone in cui il Papa incontrerà i fedeli, saranno naturalmente accessibili ai pedoni, al di fuori di alcuni settori dove sono necessari i permessi. «Ma la città sarà pienamente vivibile - ha aggiunto il prefetto - e in particolare sarà potenziato il trasporto pubblico».
Scritte contro il Papa
In via Balbi, la strada dell’Università e del Palazzo Reale, davanti alla Facoltà di lettere e filosofia, una lunga scritta dice: «18 maggio 05, Ratzinger attento ancora fischia il vento»; frasi più dure verso la Chiesa di San Carlo dove ogni tanto Gianni Baget Bozzo, l’ideologo di Forza Italia (ha scritto la Carta dei valori e si è occupato di radicare culturalmente nell’orizzonte del “liberalismo popolare”), va a dire messa in latino. Due ventenni, frequentatori di centri sociali, denunciati nei giorni scorsi dopo essere stati beccati ad imbrattare con scritte politiche i muri del centro.
Intemperanze di giovanissimi e velleitari contestatori? Può darsi. Però la Digos genovese, seppure senza scendere nel dettaglio di previsioni catastrofiche, collega le scritte contro il Papa comparse un po’ ovunque ai centri sociali genovesi, lo Zapata soprattutto, ed al movimento dei disobbiedienti e qualcosa, anche se non eclatante, si aspetta da queste frange.
E certo è che anche il Vaticano nel programmare la visita genovese del Papa si sta muovendo con grande cautela. Dai corridoi della Curia, in piazza Matteotti, ad esempio, filtra che è stata annullata la prolusione che un noto avvocato genovese, impegnato nei temi della tutela della famiglia, avrebbe dovuto fare davanti al Santo Padre. Intervento cancellato per non andare al muro contro muro con le associazioni di lesbiche e gay che sabato 17 hanno annunciato una sorta di gay pride dedicato alla visita del Papa, un corteo e una manifestazione sotto le finestre dell’arcivescovo Angelo Bagnasco. Indiscutibilmente uno dei figli più amati di Benedetto XVI e come presidente della Conferenza episcopale italiana portatore di posizioni, vissute come di chiusura, sulla famiglia.
Tra le preoccupazioni dell’ultima ora è anche la presenza a Genova durante la visita del pontefice di Claudio Scajola. Nel catalogo delle assonanze era ministro degli Interni nel 2001 ed è ministro (delle Attività produttive) anche adesso.
Genova, che sta spendendo 800 mila euro con il Comune (interventi strutturali e straordinario di personale e vigili urbani) e altrettanti con la Curia (per il palco e tutto quello che riguarda più da vicino Sua Santità), a differenza del 2001 cercherà di dare l’immagine di una “città aperta”, di vivere alla grande il più grande evento dell’anno. E questo, forse, potrebbe essere il miglior antidoto contro violenze e intemperanze.
«Dalle istituzioni non abbiamo ricevuto alcun segnale di allarme, non fino ad oggi - spiega Mario Montesoro responsabile della sicurezza per Ascom - e proprio in questi giorni stiamo facendo il giro di bar e ristoranti per consegnare la documentazione necessaria per restare aperti durante la visita del Papa. Mi sembra che ci sia molto interesse».
Limitazioni al traffico durante la visita al Santuario di N.S. della Guardia
In occasione dell’imminente visita di Papa Benedetto XVI , la Provincia di Genova ha disposto, per motivi organizzativi, di sicurezza e di tutela dell’incolumità pubblica, alcune limitazioni al traffico veicolare lungo le strade provinciali numero 52 , tra la località Geo e il Santuario, e numero 51 di Livellato, tra le località San Bernardo e Gaiazza.
In questi tratti sono vietati:
-la sosta e la fermata con rimozione forzata dalle ore 8 di venerdì 16 alle 12 di domenica 18 maggio;
- il transito, esclusi i residenti, dalle 13 di sabato 17 alle 12 del 18 maggio;
-il transito, anche per i residenti, dalle 19 alle 22 del 17 maggio e dalle 8 alle 10 di domenica 18 maggio.
In deroga a tali limitazioni potranno circolare, oltre a quelli muniti di apposita autorizzazione rilasciata dalla Provincia, i mezzi di soccorso o impegnati in servizi d’emergenza, di trasporto pubblico, di organi di Polizia Stradale e Pubblica Sicurezza, dell’Amministrazione Provinciale di Genova, del Comune di Ceranesi, della Comunità Montana Alta Val Polcevera
Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/genova/vie...0-0003badbebe4
Fedele al Papa
Attenzione: AVVISO!
Ricevo da AC e inoltro
Cari giovani, buona Pentecoste!
Da lunedi mattina come saprete inizia la settimana di adorazione in preparazione alla visita del Santo Padre!
Tutte le mattine alle 7.30, per chi può, ci sarà la S. Messa in Santa Marta (in cima a Via Roma) E tutti i giorni, sempre in Santa Marta, ci sarà l'adorazione Eucaristica.
Come Azione Cattolica abbiamo da gestire il venerdi.
Sarebbe bello se ci impegnassimo tutti a coprire un piccolo turno da almeno mezz'ora potete farlo sia singolarmente che in gruppo...
comunicateci quando avete piacere di andare così noi provvediamo a occupare tutta la giornata!
Potete trovare il programma dettagliato della settimana direttamente sul sito www.centrosanmatteo.org/GGG/ Grazie a tutti l'equipe giovani
Da lunedi mattina come saprete inizia la settimana di adorazione in preparazione alla visita del Santo Padre!
Tutte le mattine alle 7.30, per chi può, ci sarà la S. Messa in Santa Marta (in cima a Via Roma) E tutti i giorni, sempre in Santa Marta, ci sarà l'adorazione Eucaristica.
Come Azione Cattolica abbiamo da gestire il venerdi.
Sarebbe bello se ci impegnassimo tutti a coprire un piccolo turno da almeno mezz'ora potete farlo sia singolarmente che in gruppo...
comunicateci quando avete piacere di andare così noi provvediamo a occupare tutta la giornata!
Potete trovare il programma dettagliato della settimana direttamente sul sito www.centrosanmatteo.org/GGG/ Grazie a tutti l'equipe giovani
Fedele al Papa
In diretta sul Web la visita di Benedetto XVI
Un inedito momento di fede e di incontro attraverso le nuove tecnologie
14 maggio 2008
Seguire in diretta la Visita Pastorale di Papa Benedetto XVI in Liguria tramite il web: sarà possibile grazie alla collaborazione tra il SIA, Sistema Informatico Arcidiocesano, ed il Centro Televisivo Vaticano
Come ha affermato don Roberto Tartaglione, responsabile del SIA e delegato Diocesano per l'informatica presso la CEI «quando Papa Giovanni Paolo II visitò Genova, nel 1985 e nel 1990, fu la televisione a coinvolgere i genovesi e gli italiani che non poterono partecipare all´evento di persona, mentre oggi, grazie ad Internet, la visita del Santo Padre potrà essere seguita in diretta da chiunque semplicemente collegandosi ai siti Web della Diocesi di Genova o del Vaticano».
Per gli utenti del sito della Diocesi di Genova sarà sufficiente cliccare sull'apposito collegamento che verrà attivato appositamente per l'occasione a partire da sabato 17 maggio nella home page oppure, in alternativa, sarà possibile collegarsi direttamente al sito web del Vaticano dedicato alle dirette in streaming.
Come ha affermato il Santo Padre Benedetto XVI nel Messaggio per la 40ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, «i progressi tecnologici nel campo dei media hanno vinto il tempo e lo spazio, permettendo la comunicazione istantanea e diretta tra le persone, anche quando sono divise da enormi distanze. Questo sviluppo implica un potenziale enorme per servire il bene comune e 'costituisce un patrimonio da salvaguardare e promuovere'».
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fonte www.diocesi.genova.it
Fedele al Papa
Re: Benedetto XVI visiterà Savona e Genova il 17 e 18 maggio
è appena passato sopra la mia testa l'aereo del Santo Padre. Benvenuto Santità!! Yuhu!
Fedele al Papa
Re: Benedetto XVI visiterà Savona e Genova il 17 e 18 maggio
In attesa di avere il tempo di postare i vari interventi, vorrei condividere con voi alcune foto.








Fedele al Papa
Re: Benedetto XVI visiterà Savona e Genova il 17 e 18 maggio
Un grande onore , una grande emozione , in quel momento mi sembrava quasi di essere lì insieme a loro . Pieve e la nostra comunità si riconfermano nell'amore e nel rispetto di Dio , del Papa e del nostro grandissimo Cardinale.
Sarebbe interessante rivedere i discorsi fatti in questi giorni specialmente quello ai giovani !
Sarebbe interessante rivedere i discorsi fatti in questi giorni specialmente quello ai giovani !
Omelia da Savona - UNA FEDE SENZA COMPROMESSI e il Papa ricorda il suo Predecessore Pio VII

Cari fratelli e sorelle!
È una grande gioia per me trovarmi in mezzo a voi e celebrare per voi l’Eucaristia, nella festa solenne della Santissima Trinità. Saluto con affetto il vostro Pastore, Monsignor Vittorio Lupi, che ringrazio per le parole con cui, all’inizio della celebrazione, mi ha presentato la Comunità diocesana, e più ancora per i sentimenti di carità e di speranza pastorale che ha manifestato. Ringrazio anche il Signor Sindaco per il saluto cordiale che ha voluto rivolgermi a nome di tutta la Città. Saluto le Autorità civili, i sacerdoti, i religiosi, i diaconi, i responsabili di associazioni, movimenti e comunità ecclesiali. A tutti rinnovo in Cristo il mio augurio di grazia e di pace.
In questa solennità la liturgia ci invita a lodare Dio non semplicemente per una meraviglia da Lui compiuta, ma per come Lui è; per la bellezza e la bontà del suo essere, da cui discende il suo agire. Siamo invitati a contemplare, per così dire, il Cuore di Dio, la sua realtà più profonda, che è quella di essere Unità nella Trinità, somma e profonda Comunione di amore e di vita. Tutta la Sacra Scrittura ci parla di Lui. Anzi, è Lui stesso che ci parla di Sé nelle Scritture e si rivela, come Creatore dell’universo e Signore della storia. Oggi abbiamo ascoltato un brano del Libro dell’Esodo in cui addirittura – cosa del tutto eccezionale – Dio proclama il proprio nome! Lo fa alla presenza di Mosè, con il quale parlava faccia a faccia, come con un amico. E qual è questo nome di Dio? Ogni volta è commovente ascoltarlo: “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà” (Es 34,6). Sono parole umane, ma suggerite e quasi pronunciate dallo Spirito Santo. Esse ci dicono la verità su Dio: erano vere ieri, sono vere oggi e saranno vere sempre; ci fanno vedere con gli occhi della mente il volto dell’Invisibile, ci dicono il nome dell’Ineffabile. Questo nome è Misericordia, Grazia, Fedeltà.
Cari amici, trovandomi qui a Savona, come posso non gioire insieme con voi per il fatto che questo nome è proprio quello con cui si è presentata la Vergine Maria, apparendo il 18 marzo 1536 a un contadino, figlio di questa terra? “Madonna di Misericordia” è il titolo con cui è venerata – e di Lei abbiamo da qualche anno una grande immagine anche nei Giardini Vaticani. Ma Maria non parlava di sé, non parla mai di sé, ma sempre di Dio, e lo ha fatto con questo nome così antico e sempre nuovo: misericordia, che è sinonimo di amore, di grazia. E’ qui tutta l’essenza del cristianesimo, perché è l’essenza di Dio stesso. Dio è Uno in quanto è tutto e solo Amore, ma proprio essendo Amore è apertura, accoglienza, dialogo; e nella sua relazione con noi, uomini peccatori, è misericordia, compassione, grazia, perdono. Dio ha creato tutto per l’esistenza e la sua volontà è sempre e soltanto vita.
Per chi si trova nel pericolo, è salvezza. Lo abbiamo ascoltato poco fa nel Vangelo di Giovanni: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16): in questo donarsi di Dio nella Persona del Figlio è all’opera l’intera Trinità: il Padre che mette a nostra disposizione quanto ha di più caro; il Figlio che, consenziente col Padre, si spoglia della sua gloria per donarsi a noi; lo Spirito che esce dal pacifico abbraccio divino per irrigare i deserti dell’umanità. Per quest’opera della sua misericordia Dio, disponendosi a prendere la nostra carne, ha voluto aver bisogno di un “sì” umano, del “sì” di una donna che diventasse la Madre del suo Verbo incarnato, Gesù, il Volto umano della divina Misericordia. Maria è diventata così e rimane per sempre la “Madre della Misericordia”, come si è fatta conoscere anche qui, a Savona.
Nel corso della storia della Chiesa, la Vergine Maria non ha fatto che invitare i suoi figli a ritornare a Dio, ad affidarsi a Lui nella preghiera, a bussare con fiduciosa insistenza alla porta del suo Cuore misericordioso. In verità, altro Egli non desidera che riversare sul mondo la sovrabbondanza della sua Grazia. “Misericordia e non giustizia” ha implorato Maria, sapendo che avrebbe certamente trovato ascolto presso il Figlio suo Gesù, ma altrettanto consapevole della necessità della conversione del cuore dei peccatori. Per questo ha invitato alla preghiera ed alla penitenza. Pertanto, la mia visita a Savona, nel giorno della Santissima Trinità, è anzitutto un pellegrinaggio, mediante Maria, alle sorgenti della fede, della speranza e dell’amore. Un pellegrinaggio che è anche memoria e omaggio al mio venerato predecessore Pio VII, la cui drammatica vicenda è indissolubilmente legata a questa città e al suo Santuario mariano. A distanza di due secoli, vengo a rinnovare l’espressione della riconoscenza della Santa Sede e di tutta la Chiesa per la fede, l’amore ed il coraggio con cui i vostri concittadini sostennero il Papa nella sua residenza coatta, impostagli da Napoleone Bonaparte, in questa Città. Si conservano numerose testimonianze delle manifestazioni di solidarietà rese al Pontefice dai Savonesi, a volte anche con rischio personale. Sono vicende di cui i Savonesi oggi possono fare memoria con fierezza. Come giustamente ha osservato il vostro Vescovo, quella pagina oscura della storia dell’Europa è diventata, per la forza dello Spirito Santo, ricca di grazie e di insegnamenti, anche per i nostri giorni. Essa ci insegna il coraggio nell’affrontare le sfide del mondo: materialismo, relativismo, laicismo, senza mai cedere a compromessi, disposti a pagare di persona pur di rimanere fedeli al Signore e alla sua Chiesa. L’esempio di serena fermezza dato dal Papa Pio VII ci invita a conservare inalterata nelle prove la fiducia in Dio, consapevoli che Egli, se pur permette per la sua Chiesa momenti difficili, non la abbandona mai. La vicenda vissuta dal grande Pontefice nella vostra terra ci invita a confidare sempre nell’intercessione e nella materna assistenza di Maria Santissima.
L’apparizione della Vergine, in un momento tragico della storia di Savona e l’esperienza tremenda che qui affrontò il Successore di Pietro concorrono a trasmettere alle generazioni cristiane di questo nostro tempo un messaggio di speranza, ci incoraggiano ad avere fiducia negli strumenti della Grazia che il Signore mette a nostra disposizione in ogni situazione. E tra questi mezzi di salvezza, vorrei ricordare anzitutto la preghiera: la preghiera personale, familiare e comunitaria. Nell’odierna festa della Trinità mi piace sottolineare la dimensione della lode, della contemplazione, dell’adorazione. Penso alle giovani famiglie e vorrei invitarle a non aver timore di sperimentare, fin dai primi anni di matrimonio, uno stile semplice di preghiera domestica, favorito dalla presenza dei bambini piccoli, molto portati a rivolgersi spontaneamente al Signore e alla Madonna. Esorto le parrocchie e le associazioni a dare tempo e spazio alla preghiera, perché le attività sono pastoralmente sterili se non vengono precedute, accompagnate e sostenute costantemente dalla preghiera.
E che dire della Celebrazione eucaristica, specialmente della Messa domenicale? Il Giorno del Signore è giustamente al centro dell’attenzione pastorale dei Vescovi italiani: la Domenica va riscoperta nella sua radice cristiana, a partire dalla celebrazione del Signore Risorto, incontrato nella Parola di Dio e riconosciuto allo spezzare del Pane eucaristico. E poi anche il Sacramento della Riconciliazione chiede di essere rivalutato come mezzo fondamentale per la crescita spirituale e per poter affrontare con forza e coraggio le sfide attuali. Insieme con la preghiera e i Sacramenti, altri inseparabili strumenti di crescita sono le opere di carità da esercitare con viva fede. Su questo aspetto della vita cristiana ho voluto soffermarmi anche nell’Enciclica Deus caritas est. Nel mondo moderno, che spesso fa della bellezza e dell’efficienza fisica un ideale da perseguire in ogni modo, come cristiani siamo chiamati a trovare il volto di Gesù Cristo, “il più bello tra i figli dell’uomo” (Sal 44,3), proprio nelle persone sofferenti ed escluse. Sono numerose, purtroppo, oggi le emergenze morali e materiali che ci preoccupano. A questo proposito, colgo volentieri l’occasione per rivolgere un saluto ai detenuti e al personale dell’Istituto penitenziario “Sant’Agostino” di Savona, che vivono da tempo una situazione di particolare disagio. Un saluto altrettanto caloroso agli ammalati degenti nell’Ospedale, nelle Case di cura o nelle private abitazioni.
Una parola particolare desidero rivolgere a voi, cari sacerdoti, per esprimere apprezzamento per il vostro lavoro silenzioso e l’impegnativa fedeltà con cui lo svolgete. Cari fratelli in Cristo, credete sempre nell’efficacia del vostro quotidiano servizio sacerdotale! Esso è prezioso agli occhi di Dio e dei fedeli, e il suo valore non può essere quantificato in cifre e statistiche: i risultati li conosceremo solo in Paradiso! Molti di voi sono in età avanzata: questo mi fa pensare a quel passo stupendo del profeta Isaia, che dice: “Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti inciampano e cadono; ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi” (Is 40, 30-31). Insieme ai diaconi a servizio della diocesi, vivete la comunione con il Vescovo e tra di voi, esprimendola in un’attiva collaborazione, nel sostegno reciproco e in un condiviso coordinamento pastorale. Portate avanti la testimonianza coraggiosa e gioiosa del vostro servizio. Andate in cerca della gente, come faceva il Signore Gesù: nella visita alle famiglie, nel contatto con i malati, nel dialogo con i giovani, facendovi presenti in ogni ambiente di lavoro e di vita. A voi, cari religiosi e religiose, che ringrazio per la presenza, ribadisco che il mondo ha bisogno della vostra testimonianza e della vostra preghiera. Vivete la vostra vocazione nella fedeltà quotidiana e rendete la vostra vita un’offerta gradita a Dio: la Chiesa vi è grata e vi incoraggia a perseverare nel vostro servizio.
Uno speciale e caloroso saluto voglio riservarlo naturalmente a voi giovani! Cari amici, mettete la vostra giovinezza al servizio di Dio e dei fratelli. Seguire Cristo comporta sempre il coraggio di andare controcorrente. Ne vale però la pena: questa è la via della vera realizzazione personale e quindi della vera felicità. Con Cristo si sperimenta infatti che “c’è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20,35). Ecco perché vi incoraggio a prendere sul serio l’ideale della santità. Un noto scrittore francese ci ha lasciato in una sua opera una frase che vorrei oggi consegnare a voi: “Vi è una sola tristezza: quella di non essere dei santi” (Léon Bloy, La femme pauvre, II, 27). Cari giovani, osate impegnare la vostra vita in scelte coraggiose, non da soli, naturalmente, ma con il Signore! Date a questa Città lo slancio e l’entusiasmo che derivano dalla vostra viva esperienza di fede, un’esperienza che non mortifica le aspettative del vivere umano, ma le esalta nella partecipazione alla stessa esperienza di Cristo.
E questo vale anche per i cristiani di età non più verde. Il mio augurio per tutti è che la fede nel Dio Uno e Trino infonda in ogni persona e in ogni comunità il fervore dell’amore e della speranza, la gioia di amarsi tra fratelli e di mettersi umilmente al servizio degli altri. E’ questo il “lievito” che fa crescere l’umanità, la luce che brilla nel mondo. Maria Santissima, Madre di Misericordia, insieme con tutti i vostri Santi Patroni, vi aiuti a tradurre in vita vissuta l’esortazione dell’Apostolo, che abbiamo poco fa ascoltato. Con grande affetto la faccio mia: “State lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi” (2 Cor 13,11).
Amen!

Fedele al Papa
Al Gaslini - Discorso del Sindaco Marta Vincenzi
Santità,
a nome della cittadinanza genovese e mio personale desidero esprimerLe il più cordiale e fervido saluto di benvenuto nella nostra città, a cui gli antichi abitanti vollero attribuire il titolo di "città di Maria" . Mi sembra di particolare significato accoglierLa in questo mese di maggio, che la Chiesa tradizionalmente dedica alla Vergine ed è altresì significativo che uno dei luoghi della Sua visita sia il Santuario consacrato alla Madonna della Guardia, a cui i Genovesi sono particolarmente devoti.
E' ancora molto vivo il ricordo dell'atto di affidamento della città di Genova alla Madonna della Guardia da parte del Suo predecessore, Papa Giovanni Paolo II, nel corso della visita pastorale compiuta nel 1990.
Nel momento della Sua elezione al soglio pontificio, Santità, fummo molto colpiti dalla Sua scelta di assumere il nome di Benedetto, lieti e anche orgogliosi che il nuovo Papa volesse idealmente riallacciare il suo pontificato a quello del genovese Benedetto XV, il cardinale Giacomo della Chiesa, passato alla storia come il papa della pace. Il suo papato, negli anni dal 1914 al 1922, attraversò i difficili anni della prima guerra mondiale, e la sua attività pastorale fu dominata dall'invito alla cessazione delle ostilità. La nostra comunità, dunque, era in attesa di accoglierLa, Santità, fin da quel giorno.
E' sempre doveroso per me sottolineare come il legame tra Genova e la Chiesa sia antico e profondo, testimoniato da tutta la nostra storia: nove papi di origine ligure, la figura del Cardinale percepita dai Genovesi come punto di riferimento importante non soltanto in quanto Pastore di anime, ma altresì quale prezioso interlocutore relativamente alle tematiche di carattere civile e sociale. Il nostro Cardinale arcivescovo, Monsignor Angelo Bagnasco, ha definito la Sua visita nella nostra città "un colpo d'ala" . Ho molto apprezzato questa definizione. Credo, Santità, che la Sua presenza a Genova sia un evento denso di rilievo e valore, un segno ad un tempo lieve come un battito d'ali, ma di grande forza. La nostra è una città operosa e prudente, generosa nell'impegno solidaristico verso i deboli e i sofferenti, aperta all'accoglienza e attenta ai principi della giustizia e del bene comune.
Oggi Genova è attraversata dai segni dell'inquietudine contemporanea, che include anche aspetti che il cristianesimo ha indagato; aspetti a cui Lei stesso, Santità, ha fatto riferimento nei Suoi scritti e nelle omelie. Questa inquietudine e la domanda di certezze e stabilità per il futuro ha contorni complessi, non facilmente decifrabili. Chi ha il privilegio di amministrare questa città sta dunque cercando soprattutto di riconoscere quelle inquietudini per assumere impegni di ampliamento di cittadinanza. Non dandoci come obiettivo l'individuazione del bene assoluto che non spetta alle Istituzioni dello Stato democratico perseguire, operiamo per il bene collettivo, affinché i cittadini possano orientare le loro condotte di vita senza imposizioni o limitazioni improprie. Pensiamo che favorire nuovi spazi di autonomia, libertà e responsabilità personali sia il miglior modo per aiutare la stabilità sociale, condizione quanto mai necessaria allo sviluppo dell'individuo e della collettività.
Lo sforzo è anche quello di ribadire principi evitando nel contempo di trasformare l'etica in un campo di lotta politica. Come sosteneva il grande teologo evangelico tedesco Dietrich Bonhoeffer: “il comportamento etico non è stabilito in partenza e una volta per tutte, quindi in linea di principio, ma nasce con la situazione data”. E ancora: “Missione dei fedeli laici è di configurare rettamente la vita sociale, rispettandone la legittima autonomia e cooperando con gli altri cittadini secondo le rispettive competenze e sotto la propria responsabilità”.
Nel dibattito pubblico su questi temi la voce della Chiesa genovese, a pieno titolo tra altri soggetti, è forte e autorevole e, certo, sarà rafforzata dalla Sua venuta.
Auspichiamo, Santità, che vorrà continuare a rivolgere verso la nostra comunità la Sua benevola attenzione e Le rinnoviamo le espressioni della nostra vivissima gratitudine per averci onorato della Sua presenza e per condividere le nostre aspirazioni e le nostre speranze.
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Fedele al Papa
Ultima modifica di spe salvi il Lun 19 Mag 2008, 23:41, modificato 2 volte
Al Gaslini - Il saluto del Commissario Straordinario Prof. Vincenzo Lorenzelli
Beatissimo Padre,
tutta la comunità dell'Istituto Giannina Gaslini - dirigenti, medici, infermieri e personale tecnico e amministrativo - è lieta di porgerLe, insieme ai piccoli degenti e alle loro famiglie, un caldo benvenuto. La accogliamo con filiale devozione, grati per questa Sua visita e per l'attenzione dedicata alla nostra istituzione.
Come ricorda la lapide posta all'ingresso dell'Istituto, 70 anni fa Gerolamo Gaslini, grande imprenditore genovese, "volendo compiere un atto d'amore verso la sua bambina morta... (ricordiamo: a soli dodici anni)... ha deciso la creazione di un Istituto per la cura, difesa e assistenza dell'infanzia e della fanciullezza da intitolarsi al nome della sua Giannina" perché in esso le giovani generazioni "potessero trovare assistenza e difesa illuminate da tutte le risorse della scienza e dell'esperienza moderna".
Con questo nobile atto, il Fondatore si è posto nell'antica tradizione cristiana, così viva a Genova, per cui i privati cittadini intervengono là dove sono assenti o carenti gli interventi pubblici, per realizzare o integrare opere di carità e di assistenza sociale.
La destinazione dell'intero patrimonio alla Fondazione Gaslini, finalizzata alla guida, alla promozione e al sostegno economico dell'Istituto e la scelta illuminata di chiamare statutariamente l'Arcivescovo della città a presiedere la Fondazione stessa e a garantire la continuità del profondo spirito cristiano che la anima, hanno permesso all'istituto di mantenere vivo nel tempo il mandato istituzionale e di collocarsi tra i più qualificati e prestigiosi Enti di ricerca e di assistenza pediatrica in Italia e nel mondo.
Questo non è soltanto un ospedale, ma un vero tempio della vita e della dedicazione amorevole al servizio dei piccoli ammalati, al cui interno pulsa un’attività ricchissima.
Accanto al rigore degli studi severi, accanto all'impegno della cura amorosa e competente, c'è sempre lo spazio per l'incontro, per la conoscenza reciproca, per quella "strategia del sorriso" che devono caratterizzare ogni attività veramente umana.
Il suggello ai primi 50 anni di vita dell'Istituto è stato posto, nel 1985, dalla visita del Suo predecessore di venerata memoria, Papa Giovanni Paolo II. Egli, toccato dal clima di affetto che lo accolse, come accoglie Lei oggi, disse ai piccoli pazienti “sono venuto qui apposta per voi e per portarvi una carezza e un abbraccio, a conforto della vostra presente sofferenza”.
E per tutti i presenti aggiunse “Portate questa carica umana e spirituale nei contatti che avete sia con i piccoli infermi, che attendono da voi un generoso e qualificato servizio come professionisti e come uomini di buona volontà, sia con i loro genitori, che vivono il dramma angoscioso della malattia dei loro figli”.
Questa sollecitazione, Padre Santo, è stata accolta e messa in pratica: recentemente il nostro Istituto, grazie all'impegno di tutti, ha ottenuto la certificazione di eccellenza della Joint Commission internazionale.
Noi siamo qui oggi, dopo 23 anni, alla Sua augusta presenza, con lo stesso calore e lo stesso entusiasmo, per rinnovare in spirito di comunione fraterna, sotto la guida illuminata del nostro amato Arcivescovo, il Cardinale Angelo Bagnasco, l'impegno di fedeltà ai nostri fini istituzionali.
Forti di quella speranza cristiana che Lei ci ha riproposto nella Sua recente enciclica, rivolgiamo a Lei, Santo Padre, insieme alla rinnovata espressione della nostra riconoscenza per questa Sua amorosa visita, la richiesta dello stimolo della Sua parola, del conforto della Sua preghiera e della luce della Sua apostolica benedizione.
Fedele al Papa
Al Gaslini - Discorso del Santo Padre
DISCORSO DEL SANTO PADRE
Signor Sindaco,
Signor Commissario Straordinario,
cari bambini,
cari fratelli e sorelle!
Dopo aver pregato ai piedi della Madonna della Guardia, nel bel Santuario che dall’alto domina la Città, il primo incontro è con voi, in questo luogo di sofferenza e di speranza, che fu inaugurato il 15 maggio 1938, esattamente settant’anni fa. Abbraccio voi, carissimi bambini, che venite accolti e curati con premura ed amore in questo Ospedale, "punto di eccellenza" per la pediatria al servizio di Genova, dell’Italia e dell’intera area del Mediterraneo. Il vostro portavoce mi ha espresso i vostri sentimenti di affetto, che ricambio di cuore e che accompagno con un pensiero speciale anche per i vostri genitori. Un saluto cordiale alla Signora Marta Vincenzi, Sindaco di Genova, che si è fatta interprete dell’accoglienza della Città. Saluto il Professor Vincenzo Lorenzelli, Commissario Straordinario dell’Istituto "Giannina Gaslini", il quale ha ricordato lo scopo di quest’Ospedale e i futuri sviluppi che sono in programma.
Il Gaslini è nato dal cuore di un generoso benefattore, l’industriale e Senatore Gerolamo Gaslini, che dedicò quest’opera a sua figlia deceduta a soli 12 anni, e fa parte della storia di carità che fa di Genova una "città della carità cristiana". Anche oggi la fede suggerisce a tante persone di buona volontà gesti di amore e di sostegno concreto a questo Istituto, che con giusto orgoglio è sentito dai Genovesi come un patrimonio prezioso. Ringrazio e incoraggio tutti a continuare. In particolare mi rallegro per il nuovo complesso, del quale è stata recentemente posta la prima pietra, e che ha trovato un munifico donatore. Anche l'attenzione fattiva e cordiale delle pubbliche Amministrazioni è segno di riconoscimento del valore sociale che il Gaslini rappresenta per i bambini della Città e oltre. Quando un bene, infatti, è per tutti, merita il concorso di tutti nel giusto rispetto dei ruoli e delle competenze.
Mi rivolgo ora a voi, cari medici, ricercatori, personale paramedico e amministrativo; a voi, cari cappellani, volontari e quanti vi occupate dell’assistenza spirituale dei piccoli ospiti e dei loro familiari. So che è vostro corale impegno far sì che l’Istituto Gaslini sia un autentico "santuario della vita" e un "santuario della famiglia", dove alla professionalità gli operatori di ogni settore uniscano amorevolezza e attenzione per la persona. La decisione del Fondatore, per cui il Presidente della Fondazione deve essere l’Arcivescovo pro tempore di Genova, manifesta la volontà che l’ispirazione cristiana dell’Istituto non venga mai meno e tutti siano sempre sorretti dai valori evangelici.
Nel 1931, ponendo le basi della struttura, il Senatore Gerolamo Gaslini preconizzava "l’opera perenne di bene che dall’Istituto stesso dovrà irraggiare".
Irraggiare il bene attraverso l’amorevole cura dei piccoli ammalati è dunque lo scopo di questo vostro Ospedale. Per questo, mentre ringrazio tutto il personale – dirigente, amministrativo e sanitario – per la professionalità e la dedizione del loro servizio, auspico che questo eccellente Istituto Pediatrico continui a svilupparsi nelle tecnologie, nelle cure e nei servizi; ma anche ad allargare sempre più gli orizzonti in quell'ottica di positiva globalizzazione per cui si riconoscono le risorse, i servizi e i bisogni creando e rafforzando una rete di solidarietà oggi tanto urgente e necessaria.
Tutto questo senza mai venir meno a quel supplemento di affetto che dai piccoli degenti è avvertito come la prima e indispensabile terapia. L’Ospedale allora diventerà sempre più luogo di speranza.
La speranza qui al Gaslini prende il volto della cura di pazienti in età pediatrica, ai quali si cerca di provvedere mediante la formazione continua degli operatori sanitari. Di fatto, il vostro Ospedale, quale stimato Istituto di Ricerca e Cura a carattere scientifico, si distingue per essere monotematico e polifunzionale, coprendo quasi tutte le specialità in campo pediatrico. La speranza che qui si coltiva ha dunque buoni fondamenti. Tuttavia, per affrontare efficacemente il futuro, è indispensabile che questa speranza sia sostenuta da una visione più alta della vita, che permetta allo scienziato, al medico, al professionista, all’assistente, ai genitori stessi di impegnare tutte le loro capacità, senza risparmiare sforzi per ottenere i migliori risultati che la scienza e la tecnica possono oggi offrire, sul piano della prevenzione e della cura.
Ecco allora affacciarsi il pensiero della silenziosa presenza di Dio, che accompagna quasi impercettibilmente l’uomo nel suo lungo cammino nella storia. La vera speranza "affidabile" è solo Dio, che in Gesù Cristo e nel suo Vangelo ha spalancato sul futuro la porta oscura del tempo. "Sono risorto e ora sono sempre con te" - ci ripete Gesù, specialmente nei momenti più difficili – "la mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa cadere, cadrai tra le mie braccia. Sono presente anche alla porta della morte".
Qui, al Gaslini, vengono curati i bambini. Come non pensare alla predilezione che Gesù ebbe per i fanciulli? Li volle accanto a sé, li additò agli apostoli come modelli da seguire nella loro fede spontanea e generosa, nella loro innocenza. Con parole dure mise in guardia dal disprezzarli e dallo scandalizzarli. Si commosse dinanzi alla vedova di Nain, una mamma che aveva perso il figlio, il suo unico figlio. Scrive l’evangelista san Luca che il Signore la rassicurò e le disse: "Non piangere!"(cfr Lc 7,14). Gesù ripete ancor oggi a chi è nel dolore queste parole consolatrici: "Non piangere"! Egli è solidale con ognuno di noi e ci chiede, se vogliamo essere suoi discepoli, di testimoniare il suo amore per chiunque si trova in difficoltà.
Mi rivolgo, infine, a voi, carissimi bambini, per ripetervi che il Papa vi vuole bene. Accanto a voi vedo i vostri familiari, che condividono con voi momenti di trepidazione e di speranza. Siatene tutti certi: Dio non ci abbandona mai. Restate uniti a Lui e non perderete mai la serenità, nemmeno nei momenti più bui e complessi. Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera e vi affido a Maria Santissima, che come mamma ha sofferto per i dolori del suo divin Figlio, ma ora vive con Lui nella gloria. Un grazie ancora a ciascuno di voi per quest’incontro, che rimarrà impresso nel mio cuore. Con affetto tutti vi benedico.
Signor Sindaco,
Signor Commissario Straordinario,
cari bambini,
cari fratelli e sorelle!
Dopo aver pregato ai piedi della Madonna della Guardia, nel bel Santuario che dall’alto domina la Città, il primo incontro è con voi, in questo luogo di sofferenza e di speranza, che fu inaugurato il 15 maggio 1938, esattamente settant’anni fa. Abbraccio voi, carissimi bambini, che venite accolti e curati con premura ed amore in questo Ospedale, "punto di eccellenza" per la pediatria al servizio di Genova, dell’Italia e dell’intera area del Mediterraneo. Il vostro portavoce mi ha espresso i vostri sentimenti di affetto, che ricambio di cuore e che accompagno con un pensiero speciale anche per i vostri genitori. Un saluto cordiale alla Signora Marta Vincenzi, Sindaco di Genova, che si è fatta interprete dell’accoglienza della Città. Saluto il Professor Vincenzo Lorenzelli, Commissario Straordinario dell’Istituto "Giannina Gaslini", il quale ha ricordato lo scopo di quest’Ospedale e i futuri sviluppi che sono in programma.
Il Gaslini è nato dal cuore di un generoso benefattore, l’industriale e Senatore Gerolamo Gaslini, che dedicò quest’opera a sua figlia deceduta a soli 12 anni, e fa parte della storia di carità che fa di Genova una "città della carità cristiana". Anche oggi la fede suggerisce a tante persone di buona volontà gesti di amore e di sostegno concreto a questo Istituto, che con giusto orgoglio è sentito dai Genovesi come un patrimonio prezioso. Ringrazio e incoraggio tutti a continuare. In particolare mi rallegro per il nuovo complesso, del quale è stata recentemente posta la prima pietra, e che ha trovato un munifico donatore. Anche l'attenzione fattiva e cordiale delle pubbliche Amministrazioni è segno di riconoscimento del valore sociale che il Gaslini rappresenta per i bambini della Città e oltre. Quando un bene, infatti, è per tutti, merita il concorso di tutti nel giusto rispetto dei ruoli e delle competenze.
Mi rivolgo ora a voi, cari medici, ricercatori, personale paramedico e amministrativo; a voi, cari cappellani, volontari e quanti vi occupate dell’assistenza spirituale dei piccoli ospiti e dei loro familiari. So che è vostro corale impegno far sì che l’Istituto Gaslini sia un autentico "santuario della vita" e un "santuario della famiglia", dove alla professionalità gli operatori di ogni settore uniscano amorevolezza e attenzione per la persona. La decisione del Fondatore, per cui il Presidente della Fondazione deve essere l’Arcivescovo pro tempore di Genova, manifesta la volontà che l’ispirazione cristiana dell’Istituto non venga mai meno e tutti siano sempre sorretti dai valori evangelici.
Nel 1931, ponendo le basi della struttura, il Senatore Gerolamo Gaslini preconizzava "l’opera perenne di bene che dall’Istituto stesso dovrà irraggiare".
Irraggiare il bene attraverso l’amorevole cura dei piccoli ammalati è dunque lo scopo di questo vostro Ospedale. Per questo, mentre ringrazio tutto il personale – dirigente, amministrativo e sanitario – per la professionalità e la dedizione del loro servizio, auspico che questo eccellente Istituto Pediatrico continui a svilupparsi nelle tecnologie, nelle cure e nei servizi; ma anche ad allargare sempre più gli orizzonti in quell'ottica di positiva globalizzazione per cui si riconoscono le risorse, i servizi e i bisogni creando e rafforzando una rete di solidarietà oggi tanto urgente e necessaria.
Tutto questo senza mai venir meno a quel supplemento di affetto che dai piccoli degenti è avvertito come la prima e indispensabile terapia. L’Ospedale allora diventerà sempre più luogo di speranza.
La speranza qui al Gaslini prende il volto della cura di pazienti in età pediatrica, ai quali si cerca di provvedere mediante la formazione continua degli operatori sanitari. Di fatto, il vostro Ospedale, quale stimato Istituto di Ricerca e Cura a carattere scientifico, si distingue per essere monotematico e polifunzionale, coprendo quasi tutte le specialità in campo pediatrico. La speranza che qui si coltiva ha dunque buoni fondamenti. Tuttavia, per affrontare efficacemente il futuro, è indispensabile che questa speranza sia sostenuta da una visione più alta della vita, che permetta allo scienziato, al medico, al professionista, all’assistente, ai genitori stessi di impegnare tutte le loro capacità, senza risparmiare sforzi per ottenere i migliori risultati che la scienza e la tecnica possono oggi offrire, sul piano della prevenzione e della cura.
Ecco allora affacciarsi il pensiero della silenziosa presenza di Dio, che accompagna quasi impercettibilmente l’uomo nel suo lungo cammino nella storia. La vera speranza "affidabile" è solo Dio, che in Gesù Cristo e nel suo Vangelo ha spalancato sul futuro la porta oscura del tempo. "Sono risorto e ora sono sempre con te" - ci ripete Gesù, specialmente nei momenti più difficili – "la mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa cadere, cadrai tra le mie braccia. Sono presente anche alla porta della morte".
Qui, al Gaslini, vengono curati i bambini. Come non pensare alla predilezione che Gesù ebbe per i fanciulli? Li volle accanto a sé, li additò agli apostoli come modelli da seguire nella loro fede spontanea e generosa, nella loro innocenza. Con parole dure mise in guardia dal disprezzarli e dallo scandalizzarli. Si commosse dinanzi alla vedova di Nain, una mamma che aveva perso il figlio, il suo unico figlio. Scrive l’evangelista san Luca che il Signore la rassicurò e le disse: "Non piangere!"(cfr Lc 7,14). Gesù ripete ancor oggi a chi è nel dolore queste parole consolatrici: "Non piangere"! Egli è solidale con ognuno di noi e ci chiede, se vogliamo essere suoi discepoli, di testimoniare il suo amore per chiunque si trova in difficoltà.
Mi rivolgo, infine, a voi, carissimi bambini, per ripetervi che il Papa vi vuole bene. Accanto a voi vedo i vostri familiari, che condividono con voi momenti di trepidazione e di speranza. Siatene tutti certi: Dio non ci abbandona mai. Restate uniti a Lui e non perderete mai la serenità, nemmeno nei momenti più bui e complessi. Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera e vi affido a Maria Santissima, che come mamma ha sofferto per i dolori del suo divin Figlio, ma ora vive con Lui nella gloria. Un grazie ancora a ciascuno di voi per quest’incontro, che rimarrà impresso nel mio cuore. Con affetto tutti vi benedico.

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Fedele al Papa
Saluto di due Giovani al Santo Padre

Beatissimo Padre
con emozione, gioia e tanta gratitudine Le rivolgiamo il cordiale e filiale benvenuto di tutti i giovani della nostra Arcidiocesi e siamo grati al Signore per questo incontro con Lei nella Solennità della Santissima Trinità Giungiamo a questo momento di grazia dopo alcuni mesi di preparazione, formazione e preghiera sotto la sapiente guida del nostro Cardinale Arcivescovo e dei nostri sacerdoti. L’ultima tappa, la più vivificante, di questo cammino è stata rappresentata dalla settimana che si conclude questa mattina e che ha avuto inizio nella veglia di Pentecoste al Santuario di Nostra Signora della Guardia. Abbiamo trascorso questi giorni nell’adorazione eucaristica perpetua nella Cattedrale e in alcune zone della Diocesi, ponendo al centro della nostra Chiesa particolare e della nostra vita di giovani l’incontro con il Signore nella Santa Eucaristia, che è Sacramento di Carità e Mistero di Comunione.
Santità, la Sua presenza e la Sua parola sono il punto di arrivo in cui si corona questo cammino, ma, soprattutto, costituiscono il punto di partenza, la fonte da cui trarre conforto per ripartire in una maggiore coerenza nella nostra vita cristiana, nella maggiore disponibilità alla sequela del Signore Gesù e alla carità verso i fratelli, nella gioiosa e feconda testimonianza del Vangelo, nel servizio quotidiano nella Chiesa e per la Chiesa.
Padre Santo, oggi Lei incontra tanti giovani genovesi: ciascuno di noi è venuto qui portando con sé la propria storia, la propria fede, i sogni, i dolori: alcuni di noi sono impegnati attivamente nella comunità ecclesiale, altri si sentono più lontani, alcuni vivono un periodo di sereno entusiasmo nella loro vita spirituale, altri sono percorsi dal dubbio o dall’aridità, alcuni si interrogano sulla loro chiamata, altri hanno già individuato la propria vocazione, ma tutti abbiamo un solo desiderio, profondo e segreto, tutti Le ripetiamo: Santità “vogliamo vedere Gesù!” (Gv. 12,21).
Noi giovani, a volte, siamo preda dell’incertezza, della fragilità e dell’incoerenza e non percepiamo con sicurezza quale sia la strada da percorrere: oggi, nel Suo sguardo di paternità e di benevolenza noi vediamo la direzione. Lei, Santità, guarda al Crocifisso e anche oggi ripete a noi la confessione di Pietro: “Tu sei il Cristo il figlio del Dio vivente” (Mt. 16,16)
La Sua parola chiara e sicura è per noi guida di luce e insegnamento di verità per rispondere alle fondamentali domande di senso che sempre più ci poniamo e ci vengono poste in questo difficile tempo di progresso scientifico, economico e culturale; il mondo in cui viviamo, talora, sembra aver smarrito i suoi essenziali parametri di riferimento e, spesso, anche noi siamo combattuti tra il desiderio di seguire con coerenza e radicalità il Signore e le tentazioni di egoistiche soddisfazioni e di false libertà.
Santità, nelle Sue mani di Padre deponiamo il nostro desiderio di tenere sempre come punto di riferimento il Vangelo di Gesù e l’insegnamento della Chiesa. Noi la ringraziamo per il Suo magistero alto e profondo che ci aiuta a “stare saldi nella fede” (1Cor. 16,13 e 1Pt. 5,9) e ad edificare la casa della nostra vita sulla vera roccia (cfr. Mt. 7,24-27): costruire sulla roccia sia per noi costruire sulla parola di Pietro, la roccia che conserva la fede viva e certa degli Apostoli.

È muovendoci dal Suo incoraggiamento che vogliamo rinvigorire la nostra fedeltà nel seguire il Signore Gesù, per portare il Vangelo anche e soprattutto a chi è lontano, anche a chi si interroga tormentato dal dubbio o a chi è nella tristezza, nello sconforto o nella solitudine. Questo apostolato è svolto ordinariamente con generosità e dedizione dai gruppi, associazioni, movimenti che rappresentano il cuore dell'attività di pastorale giovanile della nostra Arcidiocesi. Per dare ulteriore slancio a questo servizio un gruppo di ragazzi, adeguatamente preparati, inizieranno, con il prossimo anno pastorale, una “missione dei giovani ai giovani” in alcune zone della nostra Arcidiocesi, per essere noi per primi annunciatori del Signore Risorto ai nostri coetanei. Ci aiuti, Santità, ad essere veri apostoli, veri missionari, ad essere giovani che guardano con sicura fiducia al futuro e che vivono la gioia di chi è sempre pronto “con dolcezza, rispetto e rettitudine” “a rendere ragione della speranza che è in noi” (cfr. 1Pt. 3,15).
Padre Santo, sul lago di Tiberiade, dopo la pesca miracolosa, il Signore rivolse a Pietro un’esortazione piena di consolazione: “Non temere! D’ora in poi sarai pescatore di uomini” (Lc. 5,10). Oggi sentiamo che Lei, Successore dell’Apostolo Pietro, rinnova a noi il mandato missionario, ci fortifica nelle nostre debolezze e ci ripete: “non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto.” (Omelia di inizio pontificato 24/4/2005).
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