Contestazioni per la visita pastorale del Santo Padre a Genova - 17 e 18 maggio 2008

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Contestazioni per la visita pastorale del Santo Padre a Genova - 17 e 18 maggio 2008

Messaggio Da spe salvi il Mar 13 Mag 2008, 12:00

Leggo sul Corriere Mercantile

LA MANIFESTAZIONE DI DISSENSO
IL QUESTORE:«SÌ AL PRIDE LAICO,MA SOLO DI SABATO»

Ma la polizia non tollererà invece nessun tipo di manifestazioni il giorno dopo, domenica, quando il Papa sarà in visita a Genova. «Rispettiamo un evento atteso da tutta la città»

Sì alla manifestazione e i convegni nel giorno di sabato, quando il Papa, sarà a Savona; ma nessuna protesta o polemica domenica quando il santo padre sarà in visita a Genova. «Saremo inflessibili». Il questore di Genova Salvatore Presenti ha ribadito ieri le sue intenzioni in occasione della due giorni ligure del Papa. Incontrando i rappresentanti delle manifestazioni di dissenso del “Pride Laico”, Presenti ha sottolineato la grande disponibilità ad ogni manifestazione pacifica per il giorno di sabato ma nello stesso tempo chiarisce la linea dura per domenica. «Quel giorno non tollereremo nessuna manifestazione, che si tratti di una protesta o di una festa». Le linee guida dell’organizzazione dei servizi di ordine pubblico per quei due giorni è improntata al massimo rispetto della visita del Papa: «Un evento che tutta la città aspetta» ha sintetizzato Presenti. Sabato invece, quando il santo padre sarà a Savona, chi non apprezza la sua politica potrà partecipare al corteo che prenderà il via da piazza Montano, a Sampierdarena, intorno alle 16 e dovrebbe arrivare poi arrivare a Caricamento, dove sono previsti canti, balli. L’iniziativa di dissenso alla visita del pontefice al momento ha ricevuto le adesioni dell’assemblea antifascista, l’Associazione usciamo dal silenzio, i centri sociali Zapata, Terra di nessuno,Laboratorio Buridda,Humpty Dumpty,Arcigay, Azione Trans,Città partecipata, Le Ninfe-Arcilesbica e Lila Genova. Come ha spiegato Luca Oddone dello Zapata, la manifestazione non nasce per effettuare «sterili contrapposizioni alla visita del Papa. Non vogliamo fare ingerenze. Non avrebbe senso perché il nostro non è un corteo contro la religione. Vogliamo però mettere in discussione in modo fermo il ruolo del Vaticano ed i suoi interventi nel dibattito pubblico e civile di questo Paese. Vogliamo dare voce alla Genova laica, atea, quella dei diritti e quella di chi, cattolico o diversamente credente, non intende vivere in un Paese che imponga per legge una morale religiosa».


Sti personaggi che ispirano tanta fiducia, conoscono il significato di RISPETTO? Prima di chiederlo, bisogna concederlo!!! Forse non ve l'hanno mai detto ma esiste IL DIRITTO DI PAROLA!!! Come voi potete dire quelle cose molto discutibili che dite, anche i Cattolici e soprattutto il Santo Padre può parlare. CHIAMASI RISPETTO DEI DIRITTI!

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Fedele al Papa

Sant’Agostino: “Ti riesca sempre sgradito ciò che sei, se vuoi giungere a ciò che non sei ancora. Infatti là dove ti senti bene, ti fermi; e dici addirittura: basta così, e così sprofondi. Aggiungi continuamente, cammina sempre, procedi in avanti di continuo: non fermarti lungo il cammino, non voltarti, non deviare. Resta indietro chi non avanza(...)Devia dal cammino chi devia dalla fede. Meglio uno storpio sul cammino, che un corridore fuori strada.”
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“LETTERA APERTA ALLA CITTÀ ED ALLA CHIESA GENOVESE”

Messaggio Da fidem custodire il Mer 14 Mag 2008, 10:47



Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta scritta da un gruppo di credenti genovesi. Chi volesse aderire può farlo utilizzando il link sottostante “commenta la notizia”, fornendo nome e cognome e città, oltre a un indirizzo email valido

Noi, un gruppo di persone impegnate a vario titolo nella Chiesa, ci siamo interrogati sul significato della visita del Papa a Genova. Come membri di quel popolo di Dio che incontra il proprio Pastore, riteniamo irrinunciabile, mentre ascoltiamo con attenzione la sua parola, poter pronunciare anche la nostra. Non è una “pretesa”, perché il dialogo che auspichiamo è l’espressione di una corresponsabilità che espone la nostra appartenenza alle scelte che riteniamo stiano allontanando la Chiesa dalle coraggiose parole pronunciate da Giovanni XXIII durante il Concilio Vaticano II. Avremmo desiderato una “Vera” visita: un Padre che incontra e dialoga con i suoi figli, scambiandosi notizie, informazioni, pensieri, preoccupazioni, dolori e gioie. Sembra invece prevalere il mito dell’immagine, del pensare che assemblee oceaniche possano esprimere la fede con la forza mediatica, dell’accettare senza scrupoli privilegi e compiacenze del potere, del preferire incontrare uomini dei “primi posti” piuttosto che gli ultimi e i senza voce. Vorremmo una Chiesa più vicina ai suoi fedeli, che sappia anche ascoltarli, amarli, comprenderli, non solo giudicarli ed impartirgli leggi ferree e principi non negoziabili che sono il risultato di una carenza d’ascolto dei reali problemi e quindi incapaci di cogliere il vissuto delle persone, che così si accolgono a parole, ma di fatto si giudicano e si emarginano. Noi intendiamo vivere il nostro tempo. Un tempo che esprime forti contraddizioni, ma che ci spinge ad essere certi che lo Spirito non abbia mai smesso di soffiare. Ci ostiniamo a credere nel dialogo che costruisce relazioni e abbatte muri di intolleranza, attraverso l’ascolto piuttosto che il giudizio, la solidarietà piuttosto che la rigidità, l’amore piuttosto che il potere. Vorremmo una Chiesa più vicina all’uomo, una Chiesa che non abbia solo da insegnare al mondo, ma debba anche imparare da esso, così come siamo convinti che la gerarchia della Chiesa debba mettersi sullo stesso piano di noi laici. Solo così, in un rapporto di dialogo e di riconoscimento reciproco, si potranno sperimentare quei percorsi indicati dal Vangelo all’uomo d’oggi. Percorsi che ci permettano di non perdere di vista la centralità della predicazione di Gesù, venuto per servire, non per essere servito, per amare senza riserve piuttosto che mettere fardelli pesanti e insopportabili.


ALESSANDRO CRUPI CARLO DI BERNARDO ANGELO CHIAPPARO SILVERIA BOSSO ANGELO CIFATTE ISABELLA CINQUEGRANA ENRICO CAMPANTICO SILVIA PARODI ORNELLA CECI STEFANA DELLACÀ LILIANA MENSI FERNANDA ROSSINI ARMANDO SCHENONE MARIA FABIANO MARA GHERSI ANNUNZIATA DI GIACOMO PIETRO ROSSI LUIGI GUIDI GIANNI RUSSOTTO MARIA MARCENARO

dal Secolo XIX del 13 maggio 2008 (e da quale altro giornale? Forse Repubblica!!!)

Per la cronaca, queste gentili persone non hanno la fama di essere collaboratori della Chiesa, ma MERAMENTE CONTESTATORI. Cioé contestano, ma come tutte le persone loro simili, NON ASCOLTANO. Pretendono di dettar legge, ma non stanno a sentire: w la democrazia!! Persone comunque poco credibili, che se si dessero all'ippica...

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PROTESTE TRA BANCHETTI E CORTEO LA VISITA DEL PONTEFICE

Messaggio Da fidem custodire il Mer 14 Mag 2008, 10:52



Oggi appuntamento davanti al Galliera, ospedale della Curia. Sabato "sfilata" da Sestri


HANNO SCELTO un luogo simbolo della loro lotta per la laicità dello Stato, il Galliera, l'ospedale presieduto dall'arcivescovo di Genova e presidente della Cei Angelo BAGNASCO. «L'ospedale dove abortire è difficile dicono e la pillola del giorno dopo non viene prescritta». Oggi pomeriggio (dalle 17) davanti all'ospedale della Curia manifesteranno per la laicità dello Stato, distribuendo preservativi e volantini, e per lanciare la contro manifestazione di sabato, il corteo che da Sestri Ponente fino a Caricamento, ricorderà la Giornata mondiale contro l'Omotransfobia. Sono Rete Laica, l'associazione Usciamo dal silenzio, Città Partecipata, Lila, Arcilesbica, Azione Trans, Spa azioni politiche di donne, i centri sociali Buridda, Zapata e Terra di Nessuno oltre al collettivo universitario Humpty Dumpty. Sono segnate da una vena polemica le manifestazioni della Rete Laica che sabato pomeriggio, in piazza Ranco a Sestri Ponente (dalle 16,00), organizza un presidio. «Mentre aspettiamo Zapatero, ci stiamo dando da fare spiegano Come associazioni promotrici abbiamo aderito al corteo che si svolgerà in contemporanea al nostro presidio e questa scelta ci è valsa il rifiuto da parte del Celivo di concederci un gazebo per la manifestazione di piazza Ranco, mentre ad Arcilesbica non metterà a disposizione una sala per organizzare un convegno sul tema dell'omotransfobia». Rete Laica denuncia il mancato aiuto al volontariato laico e insiste: «Non sarà forse stato perché il presidente del Celivo, Stefano Tabòè anche direttore della Fondazione Auxilium di ispirazione cattolica?». Domanda girata a Tabò: «Sono tre anni che sono direttore di Auxilium, ma per tutto questo tempo le associazioni in questione hanno sempre usufruito dei nostri servizi. Il fatto è che il Celivo ha le sue regole e le sue procedure, anche di trasparenza, e in questi casi evidentemente non c'erano i presupposti perché fossero rispettati». Rete Laica, che al corteo di sabato annuncia l'adesione di Vladimir Luxuria e del presidente onorario di Arci Gay Franco Grillini, aggiunge: «La visita papale costerà alle disastrate casse comunali un milione e mezzo di euro che potevano essere utilizzati, più proficuamente, per le numerose necessità scolastiche, abitative e dei servizi sociali». La scansione delle manifestazioni laiche, alle quali hanno aderito anche Network Giovani di Sinistra Arcobaleno, Prc, Sinistra democratica, prevede oggi il presidio davanti al Galliera. Sabato il quartier generale sarà in via Balbi 4, sede della facoltà di Lettere e Filosofia: al mattino ci sarà una tavola rotonda con molti, almeno una decina, dei professori universitari che hanno dato il sostegno all'iniziativa; al pomeriggio è previsto il corteo da piazza Montano fino a Caricamento e subito dopo, ancora in via Balbi 4, è in programma un'assemblea pubblica sulla laicità dello Stato che finirà in una serata di canzoni e balli. Non c'è certezza di quante persone arriveranno a Genova per l'happening laico e la celebrazione della giornata contro l'omotransfobia perché contemporaneamente a Verona c'è la manifestazione di piazza per il giovane ucciso a calci e pugni dai neonazisti. «Che fine ha fatto l'idea di un Festival della Laicità a Genova? E ci chiediamo anche se sta proseguendo il percorso per il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto sostenuto dal sindaco Marta Vincenzi. E, soprattutto, critichiamo i continui attacchi alla legge 194 del Papa, l'ultimo dei quali ieri, definendola come una "ferita della società italiana"». Parole di Gabriele Taddeo, presidente dell'Arci di Genova. Che aggiunge: «Il Papa come il Dalai Lama, è un'autorità spirituale e riteniamo che sia giusto accoglierlo con i protocolli previsti per il suo profilo istituzionale. Riteniamo però anche che le legittime e condivisibili critiche alle derive integraliste di una parte del mondo ecclesiastico meritino un ragionamento complesso, che coinvolga in modo ampio credenti e non, l'associazionismo, la scuola, il mondo politico e culturale della città. Ma soprattutto le istituzioni quali garanti dei diritti dei cittadini, di tutti i cittadini».

costante@ilsecoloxix.it
ALESSANDRA COSTANTE
Sempre dal Secolo XIX, giornale di alta qualità, manco fosse latte!


Pressapochismo dei protagonisti delle vicende, e di chi le descrive!! "Ospedale della Curia"?! Ma sappiamo che cosa scriviamo, o basta far clamore? I pescivendoli sono più professionali!
Comunque, venendo all'argomento dell'articolo, a uccidere creature possono trovare altri luoghi, magari fondare loro qualche ospedale.

fidem custodire

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Re: Contestazioni per la visita pastorale del Santo Padre a Genova - 17 e 18 maggio 2008

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